Clara Bartolini
Gli artisti di ogni tempo sono stati affascinati dal confronto tra bellezza e bruttezza ma, è dal Rinascimento che questo tema diventa centrale, e resta ancora oggi uno dei più intriganti dell'arte.
Intesa Sanpaolo ha voluto riproporlo e Bellezza e Bruttezza, Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, visibile fino al 18 ottobre 2026 sviluppa il tema in tutte le sue sfaccettature grazie a molte opere nazionali e internazionali presenti in mostra.
Bellezza e bruttezza è curata da Chiara Rabbi Barnard con il coordinamento generale di - Bozar - Centro per le Belle Arti di Bruxelles ed è stata presentata per la prima volta al Bozar - Palais de Beaux Arts di Bruxelles.
Una lunga serie di prestiti da prestigiosi musei internazionali hanno permesso di raccogliere più di 100 opere tra dipinti, sculture, disegni, manoscritti e arti decorative. Le opere provengono dal panorama artistico italiano e nord europeo, con particolare focus sull'arte fiamminga che su questo tema si è espressa ampiamente.
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Clara Bartolini
SUART, ovvero l'associazione SUstainable ART, ha scelto per il 2026 le opere della scultrice Maria Cristina Carlini per portare avanti il suo discorso di arte sostenibile.
Questo è un evento internazionale di carattere scientifico a cadenza annuale.
Materie viventi è il titolo della mostra, che ben racconta il lavoro potente e poetico di questa artista divenuta famosa in tutto il mondo per la capacità di unire durezza e leggerezza, durata e fragilità, spirito e materia.
Una ricerca iniziata a Paolo Alto dove risiedeva, malgrado Varese le abbia dato i natali. Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Fondazione Maria Cristina Carlini ETS con Associazione Ethicando, l'esposizione è curata dal critico d'arte Marco Eugenio Di Giandomenico e sarà visibile a Palazzo Reale di Milano fino al 30 agosto 2026.
Clara Bartolini
A Palazzo Reale di Milano sarà possibile visitare fino al 20 settembre, la grande retrospettiva dedicata al maestro milanese Mario Raciti. Promossa da Comune di Milano-Cultura e Silvana Editoriale, è curata da Luca Pietro Nicoletti.
Questa mostra si collega al ciclo “Maestri a Milano”, dedicato già a Grazia Varisco, Ruggero Savinio e Valerio Adami. Il legame della città con questo artista è durato più di cinquant'anni, e ha contribuito in modo significativo alla storia artistica del paese, riaffermando come Milano sia stata, e continui ad essere, luogo di confronto e ricerca per artisti italiani e internazionali.
Clara Bartolini
Marilena Vita, artista, performer, gallerista, curatrice e molto altro ancora, sta realizzando qualcosa di veramente nuovo a Ortigia. Ha trasformato la sua Galleria d'Arte Montevergine a Ortigia, in una piattaforma laboratorio di produzione e spazio espositivo per il suo eclettico lavoro ma anche in uno spazio per artisti di ricerca che si attiva attraverso progetti e collaborazioni in contesti internazionali.
Il primo evento di questo cambiamento è avvenuto in questo mese di aprile 2026, con il progetto “FIELD OF PRESENCE, Performance acts and video works”,un progetto che ha messo in campo una emblematica performance del francese Thierry Alexandre dal titolo Broken Mirror che ha messo in campo la terra e la natura, il rapporto tra la terra madre accogliente e il fragile corpo umano. Un dialogo equilibrante, quasi come alla ricerca di una fioritura, una nuova misura dell'essere.
Quattro i video in loop in galleria: filmati di performance di artisti internazionali quali, Maria Casado/Romeo Mestre (Francia), il cui lavoro si ispira alla figura e ai tormenti inflitti a Sant' Agata. Il venezuelano Giovanni Reale che sviluppa una sua ultima performance su musiche di Gustav Mahler. Azad Nanakeli dal Kurdistan/Iraq con la sua danza e sottofondo musicale che diventa esperienza unificatrice per i confini della presenza. Opere che richiedono una condivisione più che una semplice visione, nel tentativo di rompere lo standard di attore spettatore e definirlo partecipante attivo perché, come in fisica, l'osservatore trasforma inesorabilmente ciò che accade, genera nuove emozioni.
La stessa Marilena Vita con la sua performance "Gretel's house" rompe gli schemi e destabilizza il quotidiano, il domestico, mostrandone l'altro inquietante volto, nel tentativo di sfuggire al disorientamento e alla instabilità contemporanea. Questa serie di artisti performativi provenienti da continenti diversi ben rappresentano il profondo interesse che Marilena Vita ha per le espressioni internazionali dell'arte, per il lavoro sul corpo e con il corpo come strumento di elaborazione continua, per la comprensione e la trasformazione del reale, nel passato, nel presente e nel futuro. Un lavoro, quello della Vita, che si sviluppa in pittura con una continua ricerca e ridefinizione della forma astrazione.
In fotografia come nell'arte performativa, nell'agire, nel passato attraverso la mitologia, la storia della Sicilia e il suo antico contesto culturale, con la volontà di attraversarlo per meglio comprenderlo, creando forti radici per sviluppare il futuro, in bilico tra tutte le sue contraddizioni ma, alla ricerca di un nuovo equilibrio. La Montevergine si propone come laboratorio, spazio di residenza per artisti, piattaforma curatoriale e progettuale orientato alla ricerca contemporanea con l’idea di attivare e aprire nuovi orizzonti internazionali. In questo nuovo contesto si inserisce anche la prossima mostra personale di Marilena Vita alla Korekta Gallery di Varsavia, dove l’artista presenterà una selezione delle sue opere pittoriche. La mostra, interamente dedicata alla sua ricerca pittorica, inaugurerà il 15 maggio 2026, confermando il crescente respiro internazionale dell’artista.

Clara Bartolini
Alla Triennale Milano sarà possibile visitare fino al 6 settembre 2026 la mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, a cura di Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler) e con progetto di allestimento di Jasper Morrison Office for Design con David Saik.
Come suggerisce Stefano Boeri presidente di Triennale, questa è la prima grande retrospettiva dedicata all’opera di Lella (1934 – 2016) e Massimo (1931 –2014) Vignelli, progettisti e graphic designer italiani protagonisti della scena progettuale internazionale, a lungo considerati “ambasciatori del design italiano negli USA” e in particolare rappresentanti di una personale interpretazione del razionalismo di matrice svizzera.
Questa è la seconda mostra in Italia dopo quella tenutasi al PAC di Milano nel 1980, ne ripropone il percorso in ordine cronologico, ne approfondisce i temi in collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA), che conserva oltre 750.000 documenti e artefatti relativi ai diversi ambiti creativi e disciplinari che i progettisti portarono avanti nel corso di sessant’anni anni di attività.
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Clara Bartolini
La mostra Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present, visibile alla Triennale di Milano fino al 4 ottobre 2026, è un omaggio a questo eclettico personaggio, figura di spicco del design italiano ed internazionale.
Architetto, designer, professore, curatore e artista, viene raccontato in questa grande mostra che Triennale ha voluto dedicargli insieme a Fondation Cartier nell'ambito del loro partenariato culturale, e a seguito del grande legame che ha unito Triennale a questo straordinario personaggio e al suo sfaccettato lavoro.
Da un lato c'è la lunga collaborazione di Andrea Branzi con Triennale Milano in qualità di designer, teorico e curatore, che si è articolata in numerose iniziative realizzate tra il 1968 e il 2022, dall'altro Branzi per Fodantion Cartier ha ideato e realizzato due ambienti nella mostra Open Enclosures, allestita alla Fondation Cartier nel 2008 ed entrati a far parte della sua collezione.
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