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Florentina Holzinger © Elsa Okazaki 

Siamo lieti di dare il benvenuto in galleria alla rinomata artista austriaca multidisciplinare Florentina Holzinger, il cui lavoro sta ridefinendo radicalmente il panorama artistico contemporaneo. Con una formazione in coreografia, Holzinger si è presto allontanata dalla danza per produrre spettacoli che ampliano la sua ricerca verso il teatro, l’opera e le arti visive. Combinando un’estrema fisicità con una precisione teatrale per sondare i limiti dell’azione corporea, opera deliberatamente attraverso e tra categorie artistiche consolidate, impegnandosi criticamente con le loro storie, e fonde la cultura “alta” legittimata con correnti pop e controculturali per destabilizzare i confini tra spettacolo e sovversione.

Selezionata per rappresentare l’Austria alla prossima 61ª Biennale di Venezia, la sua presentazione SEAWORLD VENEZIA si estenderà oltre il padiglione e attraverserà la città tramite performance site-specific da maggio a novembre 2026. La nostra prima presentazione in galleria del suo lavoro avrà luogo nell’autunno del 2027.

Il lavoro di Florentina possiede un’estetica unica e inconfondibile. Sfida continuamente le convenzioni con una pratica che trascende i generi, sovrapponendo con meticolosità idee, narrazioni e tecniche radicali per affrontare i temi più urgenti del nostro tempo. La sua ricerca stabilisce nuovi modi di lavorare con il corpo, come soggetto, medium e strumento di azione. Gli oggetti che crea sono un’estensione delle possibilità fisiche del corpo – che siano presentati attraverso la sua coreografia, l’opera, la performance o le arti visive. Florentina sfida e chiarisce costantemente la nostra percezione dell’esistenza, modificando la realtà in modi potenti e profondamente emozionanti.
— Thaddaeus Ropac

Florentina Holzinger, Ophelia ha talento © Nicole Marianna 

Il mio lavoro prospera navigando o surfando tra i generi. Cerca diversi contesti in cui esistere ed esplora le domande su chi appartiene a quale spazio, chi appartiene a quale palcoscenico e chi appartiene a quale galleria. Sono tutte questioni con cui mi diverto molto. Ciò che per me è importante è mettere in discussione le convenzioni e le condizioni di questi luoghi. In teatro di solito c’è un pubblico fisso, mentre in una galleria lo spettatore è mobile e può decidere quanto tempo dedicare all’opera. Entrare in un nuovo spazio significa sfidare le diverse abitudini e condizioni di quel luogo, così come i diversi tipi di aspettative. Essere in un contesto di arti visive, per me, significa assumere un altro spazio ed è una fonte particolare di ispirazione per il mio lavoro.

— Florentina Holzinger

Lavorando con il proprio corpo o con cast prevalentemente di identità femminile, Holzinger sperimenta la resistenza corporea e la trasgressione per rendere il potere leggibile a livello corporeo. Nelle sue composizioni di immagine, suono e azione, il corpo è il punto di riferimento con cui vengono misurati tutti gli oggetti e le percezioni. In collaborazione con un team che porta competenze in un ampio ventaglio di pratiche basate sul corpo e generi performativi, le sue opere sperimentano la modificazione corporea – in tutte le sue possibili forme – come gioco tra trasformazione e illusione.

Florentina Holzinger mette in scena lo stato del mondo, mostrando apertamente la vicinanza tra dolore e piacere; la collisione tra mito e illusione con la realtĂ  non levigata; la vulnerabilitĂ  e la resilienza del corpo umano e del mondo allo stesso modo. Holzinger cattura paure e desideri umani, destabilizzando i sistemi a cui ci conformiamo o opponiamo resistenza, e pone il corpo come forza trasgressiva al centro della sua pratica.
— Nora-Swantje Almes, curatrice del programma live al Gropius Bau di Berlino e curatrice del Padiglione Austriaco alla Biennale di Venezia 2026
 

Le forze elementari, come l’acqua e i fluidi corporei, ricorrono come presenze materiali, usate come agenti che agiscono sui corpi e allo stesso tempo coinvolgono il pubblico che le osserva. Mescolati o messi in contrasto con la presenza umana e permeati di strati di significato immanente, gli oggetti sono considerati dall’artista come entità cariche e risonanti, agendo come superfici di proiezione con la capacità di offrire attrito o resistenza, oppure di operare trasformativamente.

Le opere di Holzinger sono state insignite del premio Nestroy (TANZ, 2020) e del premio Faust (Ophelia ha talento, 2023) e sono state selezionate per quattro volte consecutive dal Theatertreffen di Berlino (TANZ, Ophelia ha talento, SANTA, Un anno senza estate). Oltre alle sue produzioni teatrali, Holzinger crea gli Études, una serie in corso di performance site-specific e uniche nello spazio pubblico, presentate in collaborazione con Schinkel Pavillon Berlin, Bergen Kunsthall, il festival Berlin Atonal e Wiener Festwochen, tra gli altri. Dal 2021 è artista associata presso la Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz di Berlino. Nel 2026 rappresenterà l’Austria alla 61ª edizione della Biennale Arte di Venezia.

Foto e Video OK ARTE