Clara Bartolini
Anche questa volta il MUDEC, Museo delle Culture di Milano, non manca l'appuntamento, anzi, segna subito un nuovo punto importante. Con l'evento " Il senso della neve" visibile fino al 28 giugno e ad ingresso gratuito, progettato per contribuire al successo delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026, crea un importante collegamento con MIPAP, istituzione che fa rete tra i musei italiani del patrimonio dal Mondo che riunisce oltre 25 musei italiani con collezioni provenienti da Asia, Africa, America e Pacifico.
Mostra curata da Sandra Rizzo e Alessandro Oldani parte da lontano nel tempo e nello spazio.
Intenso il programma di eventi dentro e fuori il museo, grazie alla collaborazione di Ufficio Arte negli Spazi Pubblici, Ufficio Reti, Cooperazione Culturale. Questo progetto unisce scienza, arte e memoria collettiva. Introduce la mostra una emozionante installazione site specific precedentemente inaugurata nell'agorà del primo piano, di Chiharu Shiota dal titolo, "the Moment the Snow Melts".
Sono presenti in mostra oltre 150 tra opere e reperti antichi che parlano di come gli abitanti di ogni continente hanno affrontato la neve, fino a ricordare i popoli del ghiaccio che abitano da sempre luoghi come la Terra del Fuoco, l'Articolo e l' Antartico. Si parte dallo studio dei cristalli di neve portato avanti dagli scienziati, che mostrano la magia delle forme tutte differenti di ogni fiocco. Si continua con una intera vestizione di un antico cacciatore Selk'nam della Terra del Fuoco, realizzata naturalmente con la pelliccia di grandi animali, di particolare rarità il tamburo sciamanico Sami, popolazione Artica.
Le moderne fotografie ci mostrano dolorosamente lo scempio realizzato per ragioni turistico - commerciali nei meravigliosi territori montani di tutto il mondo. Dalle sculture agli antichi abiti, dai dipinti ai manufatti per vivere sulla neve, alle immagini che rappresentano i tragici risultati dovuti ai cambiamenti climatici che hanno prodotto lo scioglimento di molti importanti ghiacciai, tutto concorre a mostrare quanto la neve abbia ispirato etnografi, climatologi, e artisti di tutti i tempi.
La mostra sarà seguita da molti incontri che metteranno in evidenza i tanti tasti sui quali è necessario soffermarsi per affrontare problemi e trovare soluzioni. Dal rinnovato rispetto per i popoli dei ghiacci che per molto tempo sono stati screditati, a tutto ciò che cambia a livello geopolitico ed economico mondiale per lo scioglimento dei ghiacci nell'Artico.
Tra i filmati proposti, davvero interessante quello dedicato alle scimmie della neve prelevate dalle montagne del continente asiatico e trasportate in Texas per verificare la capacità di adattamento di questa razza a climi tanto differenti. Una piccola collina di ghiaccio creata ad hoc, dimostra come dopo poche generazioni queste tenere scimmie non abbiano più memoria del loro antico habitat, mostrando davanti al ghiaccio un atteggiamento stupito, incuriosito e dubbioso, non avendo più ricordi di intere passate generazioni. Completano la mostra opere di artisti moderni come Alighiero Boetti e Antonio Ligabue.
L'elenco dei tanti incontri sarà verificabile sul sito del Mudec. Ogni incontro proporrà relatori davvero interessanti e varrà la pena seguire gli sviluppi e gli studi che si prospettano essere frutto di questi scambi culturali, in un intreccio di temi e problematiche da risolvere con proposte provenienti da ricercatori di tutte le discipline e da tutto il mondo.
CLARA BARTOLINI
Art &Writing
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