Andrea Branzi by Toyo Ito: Continuous Present
19 marzo – 4 ottobre 2026
Realizzata da Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain. Concept e progetto di allestimento di Toyo Ito & Associates, Architects. A cura di Nina Bassoli e Michela Alessandrini. In collaborazione con Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi
Insieme a Fondation Cartier pour l’art contemporain presentiamo una grande mostra monografica dedicata ad Andrea Branzi – figura centrale del design italiano e del pensiero progettuale tra il secolo scorso e quello attuale – attraverso lo sguardo del premio Pritzker Toyo Ito, amico e collaboratore di lunga data di Branzi. Nel percorso espositivo installazioni, oggetti, disegni e fotografie dialogano tra loro, mettendo in luce i temi chiave della ricerca di Branzi. L’esposizione ripercorre anche il legame di Branzi con le due istituzioni: da un lato il suo ruolo in Triennale come progettista, teorico e curatore tra il 1973 e il 2022; dall’altro gli ambienti creati per la mostra Open Enclosures della Fondation Cartier nel 2008. Un focus biografico accompagna il visitatore dalle prime sperimentazioni radicali con Archizoom, passando per Alchimia e Memphis, fino alla maturazione del suo approccio antropologico al design. Una grande installazione site-specific è dedicata a No Stop City (1969–1972), progetto simbolo della sua critica alla metropoli moderna.
Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity
25 marzo – 6 settembre 2026
A cura di Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler). Progetto di allestimento Jasper Morrison Office for Design con David Saik. In collaborazione con Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA)
Una grande retrospettiva dedicata all’opera di Lella e Massimo Vignelli racconta il contributo decisivo dei due progettisti allo sviluppo del design e della grafica internazionale. Attraverso una selezione tra la vastissima produzione dei Vignelli – oggetti, arredi, interni, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, manuali, marchi, libri, copertine, riviste – l’esposizione ricostruisce un percorso intellettuale e umano immerso nel contesto di vivaci comunità creative internazionali. Una storia che si sviluppa tra la Milano avvolta nel fermento della rinascita culturale del dopoguerra e New York, metropoli cosmopolita e laboratorio di possibilità, dove i Vignelli si trasferiscono nel 1965. La mostra nasce da una stretta collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA), che conserva oltre 750.000 documenti e artefatti legati ai molteplici ambiti creativi esplorati dal duo nell'arco di oltre cinquant'anni di attività, e grazie all'appoggio della famiglia Vignelli.