Clara Bartolini
La mostra fotografica La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956 a cura di Aldo Grasso, forse ha portato fortuna. Voluta da Intesa Sanpaolo, sarà visibile alle Gallerie d'Italia nella sede di Milano fino al 3 maggio
Questa fu la prima olimpiade trasmessa in diretta televisiva dalla Rai nata nel 1954, seguita con 16 telecamere e 7 regie mobili. banco di prova importantissimo per la Rai che portò già al collegamento con un notevole numero di nazioni straniere attraverso l'Eurovision. I tecnici Rai dovettero affrontare problemi climatici complessi per le tecnologie disponibili allora. Imperdibile fare il paragone con le super tecnologiche Olimpiadi di quest'anno
Enorme infatti il successo ottenuto dall'edizione Milano Cortina 2026, sia in termini sportivi, grazie alle 30 medaglie vinte dagli atleti, che per la qualità offerta in ogni settore, dalle riprese che hanno permesso una valutazione perfetta delle discipline e degli atleti, all'accoglienza. Sono stati apprezzati l'incredibile qualità dei servizi, e gli alti standard del cibo preparato da chef stellati come Carlo Cracco e Davide Oldani
L'Italia è stata premiata dal CIO con la più alta onorificenza conferibile da questa istituzione: l'Ordine Olimpico in Oro per l'altissimo livello organizzativo di tutta la manifestazione. Livello mai raggiunto dalle Olimpiadi precedenti in giro per il mondo.
Abbiamo aggiunto alla sport: la bellezza dei paesaggi, l'eleganza delle città, le eccellenze gastronomiche, la gentilezza dei volontari che hanno fatto sentire tutti a casa, la comodità e la qualità dei villaggi olimpici e, naturalmente, la cultura. Luoghi iconici come l'arena di Verona hanno fatto da cornice alla chiusura dell'evento olimpico. Un caleidoscopio di luci e colori, musica e balletti, per far conoscere al mondo intero le nostre eccellenze.
La splendida fiamma olimpica divisi in due, collocata sia all'Arco della Pace di Milano che a Cortina D'Ampezzo, in elementi mobili e luminosi davvero scenografici, ha attirato un 'immensa quantità di pubblico che ogni giorno si riversava ad ammirarla.
Che dire della cornice delle Dolomiti di Cortina D'Ampezzo la cui bellezza le ha portate a far parte del Patrimonio UNESCO.
Alla luce di questi meritati risultati, interessante verificare attraverso le foto messe a disposizione da Publifoto Milano a Gallerie d'Italia dell'Olimpiade del 56, quanta strada abbia fatto lo sport e l'accoglienza da allora, quando la televisione era agli esordi e Cortina D'Ampezzo era agli inizi di una stagione che l'avrebbe portata ad essere tra i luoghi montani più prestigiosi al mondo. l'organizzazione dei giochi non fruiva della tecnologia ora a disposizione, e neppure i luoghi ove si disputavano le gare non brillavano certo per le strutture di cui ora l'Italia dispone.
Nuova anche l'idea delle Olimpiadi diffuse, mentre nel passato Cortina si presentava da sola ad un appuntamento tanto prestigioso e complesso. Le gare di pattinaggio venivano proposte soltanto all'aperto, il trampolino, simbolo dell'olimpiade di allora, visto ora, pare una versione romantica della specialità, come i cartelloni esterni che segnalavano gare e risultati generali.
Emblematica la differenza sostanziale nell' abbigliamento indossato dagli atleti, ieri senza particolare ricerca e studio tecnico, e oggi studiato per ottimizzare al massimo le prestazioni, grazie alla raffinatezza dei materiali e le forme super ergonomiche in grado di offrire la minima resistenza all'aria.
Una mostra davvero interessante per verificare quanto abbia fatto la ricerca per ottenere atleti in grado di battere record allora impensabili, vuoi per migliori standard fisici che per incredibili migliorie tecniche e tecnologiche nelle attrezzature. Questa mostra è un tuffo in un passato pieno di gioia, vissuto con passione da sportivi e pubblico in un'Italia che cresceva e costruiva la sua identità nello sport.
La mostra rientra nel palinsesto Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 di cui Intesa Sanpaolo è Banking Premium Partner.