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#REL1=OFF, l'opera inedita realizzata da Francesco Bertelé per Repertoire in Intermedial Mode, Padiglione Tematico di Malta Biennale 2026, a cura di Sara d'Alessandro Manozzo e Caterina Riva, presentato alla Birgu Old Armoury dall'11 marzo al 29 maggio 2026, con il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia a Malta e dell'Istituto Italiano di Cultura di La Valletta. Il lavoro sarà esposto dall'11 marzo al 29 maggio 2026. Le preview si terranno dall'11 al 13 marzo, mentre l'apertura al pubblico è prevista a partire dal 14 marzo. |
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Malta Biennale 2026 On line il video che anticipa la nuova opera di Francesco Bertelé per il Padiglione Tematico nell'ambito del progetto Repertoire in Intermedial Mode
11 marzo – 29 maggio 2026
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Titolo: making of #REL1=OFF Ph credits: f'Archive©© & Michele Caminati® Ora on line il video che anticipa e fa parte di #REL1=OFF, l'opera inedita realizzata da Francesco Bertelé per Repertoire in Intermedial Mode, Padiglione Tematico di Malta Biennale 2026, a cura di Sara d'Alessandro Manozzo e Caterina Riva, presentato alla Birgu Old Armoury dall'11 marzo al 29 maggio 2026. «Questa è una storia che narra delle forze della natura, con esseri mitologici del mare e del vento, sulle coste e nelle tempeste. Una storia che parla del destino della ninfa che si tramutò in una foglia dell'albero dell'inganno e i cui resti tramutati in bronzo, sono andati perduti per millenni. Resti recentemente rinvenuti da alcuni pescatori di frodo, insieme ai resti dei due custodi traghettatori, o forse alleati trafugatori, sulle coste dell'isola, incastonati in uno strato di fossili. Uno specchio per gli oracoli...». Queste le parole che accompagnano il video, disponibile a questo link, realizzato sulla scogliera di Malta e che viene diffuso online a pochi giorni dall'anteprima della Biennale come parte del processo creativo e della narrazione intermediale dell'opera nel suo farsi. Una testimonianza visiva che introduce l'immaginario e le tensioni che attraversano il progetto: il racconto intreccia il tema del confine con l'esperienza dell'attraversamento del corpo, mito e territorio, narrazione simbolica e azione fisica. |
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Titolo: making of #REL1=OFF Ph credits: f'Archive©© & Michele Caminati® A Malta, sarà fruibile dai visitatori tramite un QR code al centro del Padiglione Tematico dove verrà presentata #REL1=OFF (2026), opera concepita appositamente per la Biennale e realizzata a partire da un'azione di arrampicata su una porzione di scogliera dell'isola, individuata ed esplorata dall'artista in dialogo con il territorio. Durante la salita, il corpo diventa strumento di attraversamento e di misura dello spazio, lasciando sulla roccia segni minimi e non invasivi, tracce effimere di una presenza temporanea. L'azione è stata documentata da un drone per seguire il movimento del corpo dall'esterno. Il girato è stato successivamente rielaborato come installazione video panoramica, progettata per produrre un'esperienza percettivamente straniante in cui il paesaggio appare simultaneamente stabile e in trasformazione. Il video apre lo sguardo su un racconto che mette in relazione il gesto umano con una dimensione più ampia e che introduce uno dei temi centrali del progetto: il confine come spazio instabile di relazione tra corpo, tecnologia e rappresentazione. Programma pubblico Il progetto artistico sarà accompagnato da un programma pubblico, sostenuto dall'Ambasciata d'Italia a Malta e dall'Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, che ospiterà incontri, talk e momenti di approfondimento. L'iniziativa coinvolgerà studiosi, artisti, curatori, ricercatori e operatori umanitari, in dialogo con le questioni sollevate dalle opere esposte, affrontando temi quali la spettacolarizzazione del confine, il rapporto tra spazio digitale e territorio reale e l'impatto delle tecnologie digitali sulla percezione e sull'immaginario sociale. Il primo incontro si terrà lunedì 9 marzo alle ore 18 presso l'Istituto Italiano di Cultura Valletta. Si parlerà di Infosfera, tecnologia e verità con il ricercatore Ruggiero Lo Sardo, la curatrice Gabi Scardi, Tina Urso della Daphne Caruana Galizia Foundation e il curatore maltese Gabriel Zammit, moderati da Caterina Riva. BIOGRAFIE La ricerca artistica di Francesco Bertelé è condotta attraverso una produzione intermediale e si focalizza sull'impatto che l'episteme digitale esercita sulla definizione dell'immaginario sociale e della percezione della realtà. Questo approccio permette di mappare e analizzare come la percezione sia plasmata dalle mediazioni tecnologiche, in differenti contesti culturali, sociali e ambientali. Riconoscendo il corpo come oggetto di controllo, sia per quanto riguarda la libertà di movimento degli individui sia nella gestione della sua percezione, Bertelé lo pone al centro della sua pratica, che si situa tra esplorazione ed esperienza. Coerentemente con questa scelta artistica e civica, negli ultimi anni di attività Bertelé ha scelto di vivere e lavorare in regioni di confine, luoghi in cui l'umanità intraprende percorsi biografici trasformativi. Un modo diretto di fare arte che porta dall'azione, attivata dallo scambio con la realtà incontrata dall'artista. Bertelé lavora in sinergia con una rete di professionisti, adottando una metodologia reciproca sfruttando l'intelligenza collettiva. Fa parte del collettivo Wurmkos ed è P.M. & Advisor per Recipient.cc. È il fondatore e direttore artistico di vari progetti collettivi, i più recenti sono a2410.it e Carrozzeria Margot. I suoi progetti e le sue opere sono stati presentati presso istituzioni italiane e straniere tra cui: Historical Museum of Bosnia and Herzegovina, Sarajevo; Museo Madre, Napoli; Boulevard Art and Media Institute, Tirana; Mediamatic, Amsterdam; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo del Novecento, Milano; Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Fondazione Arnoldo Pomodoro, Milano; 'A cielo aperto', Latronico; Schallfeld project space, Center for Visual Art, East Iceland; 3rd Land Art Biennial LAM 360, Mongolia; Auditorium Kunsternes Hus – KHO, Oslo; Sinop Biennale, Sinop (Turchia). Sara d'Alessandro Manozzo è curatrice indipendente e PhD student presso l'Accademia Albertina di Torino con il progetto A Sonic Agency for the Working Class. Dal 2022 è membro del collettivo curatoriale SONRO, che esplora il ruolo del suono nelle arti visive. Tra le mostre curate: Materia Sonora (2024, con SONRO), presso l'Istituto Italiano di Cultura di Madrid; Waiting Room Residency (2020–2022), con Giulia Campisi presso Jonas Trento; Sinfonia di Alessandro Sciaraffa, progetto vincitore del 5° Italian Council promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (2021–2022) presso GAM, Torino; TSE Art Destination, Nur Sultan, Kazakhstan; Blaze 10 (2010), CCAS, Canberra, Australia. Caterina Riva è curatrice d'arte contemporanea e direttrice del MACTE, Museo d'Arte Contemporanea di Termoli (2020-2026). Riva ha fondato e diretto lo spazio progettuale FormContent a Londra (2007–2010), ha diretto Artspace Auckland, Nuova Zelanda (2011–14) ed è stata curatrice presso l'Institute of Contemporary Arts di Singapore (2017–19). Tra le mostre da lei curate al MACTE si annoverano: Le 3 ecologie (2022), L'esca (2023), Salvatore Arancio: Bruno's House, Irene Fenara: Le buone ombre e Elisa Caldana: Il falco di Karachi (2024), 63 Premio Termoli (2025). A fine 2024 ha curato la mostra personale di Maïmouna Guerresi presso l'Istituto italiano di Cultura di Dakar, Senegal. |