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di Prof. Federica Mingozzi
"La mia insegnante di letteratura italiana alle scuole superiori, tutte le volte che iniziavamo un'interrogazione, ci faceva sempre questa domanda, che cos'è la poetica? La poetica è il mondo intenzionale di un autore, cioè quello che distingue Dante da Foscolo piuttosto che da Leopardi, quello che distingue Svetlana da altri artisti è il suo mondo intenzionale.
Credo che questa definizione si attagli soprattutto a Svetlana, perché nelle sue opere lei non racconta la realtà con il figurativo di una trascrizione di immagini che possono essere paesaggi, contesti, momenti, racconta quello che ha dentro, racconta il suo mondo intenzionale, cioè quello che lei è nel momento in cui ponendosi davanti ad una tela decide di comunicare a noi quelle che sono le sue sensazioni e i suoi sentimenti.
Nella sua opera ci sono le radici di Svetlana: Svetlana è una donna solida, ancorata a terra, ancorata a quello che è il suo passato ed a quello che è appunto il suo essere in questo momento un artista. Ma io vi devo dire la verità, la vedo come uno straordinario albero in crescita con la chioma che guarda verso il cielo, verso un divenire che non è qui ed ora o meglio non è solo qui ed ora, il suo sguardo è già puntato altrove.
Prima qualcuno mi ha chiesto che cosa contraddistingue l'arte di Svetlana rispetto ad altri artisti. Secondo me ciò che distingue il suo lavoro è la purezza delle intenzioni. Svetlana nel momento in cui si racconta, perché le sue opere sono la narrazione di quello che è il suo essere, lo fa con estrema sincerità e lo fa perché vuole metterci in collegamento con tutto ciò che ci circonda. Il mondo che lei ha dentro, quel mondo siberiano che è ovviamente il suo punto di partenza unito al mondo italiano, la porta a una continua ed inesausta ricerca di bellezza e questa ricerca di bellezza si vede nei colori, nelle forme, nell'astrazione che diventa figura e nella figura che si fa astrazione. Si vede nella ricerca di un legame con ciò che non si vede, perché le opere di Svetlana sono soprattutto questo. Le sue opere sono ricerca di divino ed è un divino che in realtà non ha un nome legato a quella che è la nostra idea di divinità, è una ricerca di sacralità della vita, è una ricerca di ciò che ci rende uomini costantemente in divenire in ogni momento, è una ricerca davvero delle sue radici, di una cultura che lei ha ovviamente vissuto ed è una cultura permeata anche di tradizioni che per noi potrebbero sembrare strane ma che sono sin dalla sua infanzia legate a quello che era un contesto specifico di una relazione con la natura e con il mondo vissuta con un'empatia immediata.
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