Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Pinault Collection presenta il calendario culturale per la primavera 2026 al Teatrino di Palazzo Grassi e nelle sedi espositive veneziane che ospitano le mostre “Michael Armitage. The Promise of Change”, “Amar Kanwar. Co-travellers”, “Lorna Simpson. Third Person” e “Paulo Nazareth. Algebra”.
 
Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, una serie di performance e interventi musicali che mettono in dialogo artisti internazionali e mostre, trasformando gli spazi di Palazzo Grassi, Punta della Dogana e del Teatrino in luoghi di ascolto e sperimentazione.
 
Il celebre ensemble ugandese Nakibembe Xylophone Troupe si esibisce in due sessioni nell’atrio di Palazzo Grassi in dialogo con le opere di Michael Armitage (giovedì 7 maggio, alle ore 10.30 e alle ore 15.00). Segue la performance dal vivo Depois da Encruzilhada (dopo l’incrocio), che trasforma il Teatrino in un canto dedicato a Exu, un Orixá del Candomblé associato ai cammini e agli incroci nelle tradizioni afro-brasiliane, in occasione della mostra “Paulo Nazareth. Algebra” (venerdì 8 maggio, alle ore 10.30 e alle ore 15.00). Infine, la musicista, artista e placemaker esperanza spalding presenta una creazione sonora inedita, articolata in due sessioni, pensata appositamente per dialogare con le opere di Lorna Simpson nelle sale di Punta della Dogana (sabato 9 maggio, alle ore 17 e alle ore 19).
 
Palazzo Grassi e Punta della Dogana presentano Extended - live works in the exhibition context, il nuovo programma di performance, a cura di Ilaria Mancia, pensato per amplificare l’esperienza degli spazi della Pinault Collection a Venezia. Il primo appuntamento vede la coreografa Ewa Dziarnowska presentare, nell’atrio di Palazzo Grassi, la durational performance This resting, patience, dove la danza dissolve lentamente la percezione del tempo (venerdì 17 e sabato 18 aprile, ore 18.30). Per il secondo appuntamento di Extended, Alice Diop porta nelle sale di Punta della Dogana la performance Le Voyage de la Vénus Noire, nata dall’omonimo testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis (venerdì 5 e sabato 6 giugno).

Torna inoltre il Superlab con un appuntamento progettato per esplorare le mostre in corso, in compagnia dell’autore della guida gioco di Punta della Dogana disponibile gratuitamente presso le biglietterie dei musei: Oscar Sabini conduce un laboratorio su collage e assemblaggio nelle sale di Punta della Dogana (sabato 11 aprile, ore 15.00), un’esperienza immersiva che invita a sperimentare le tecniche e i temi di Lorna Simpson e Paulo Nazareth attraverso la creazione di opere impreviste e sorprendenti.
 
1. APPROFONDIMENTI DELLE MOSTRE DI PALAZZO GRASSI E PUNTA DELLA DOGANA 
In occasione delle nuove mostre, “Michael Armitage. The Promise of Change” e “Amar Kanwar. Co-travellers” a Palazzo Grassi, e “Lorna Simpson. Third Person” e “Paulo Nazareth. Algebra” a Punta della Dogana, l’istituzione propone una serie di attività, tra le sale espositive e al Teatrino di Palazzo Grassi, che esplorano l’arte e temi affrontati nelle personali degli artisti.
                                           
Un ciclo di tre giornate consecutive di performance e interventi musicali accompagna l’apertura delle mostre, attivando gli spazi espositivi attraverso linguaggi sonori e performativi.
Giovedì 7 maggio, alle ore 10.30 e alle ore 15.00, in occasione della mostra “Michael Armitage. The Promise of Change”, il famoso ensemble ugandese Nakibembe Xylophone Troupe si esibisce nell’atrio di Palazzo Grassi con l’embaire, un monumentale xilofono in legno, per un’immersione inedita nelle opere e nell’universo di Michael Armitage. Radicato in una tradizione musicale secolare dell’Uganda orientale, Nakibembe è tra i pochi gruppi al mondo che mantengono viva la pratica di questo straordinario strumento. Le loro performance intrecciano ritmo, voce e movimento: melodie interconnesse scorrono sul grande xilofono accompagnate da canti e percussioni in gioiose e ipnotiche poliritmie. L’evento è realizzato in collaborazione con il Festival Nyege Nyege. Nel 2021, Nakibembe Xylophone Troupe si è esibito per la prima volta in Francia alla Bourse de Commerce – Pinault Collection di Parigi, sempre in collaborazione con il Festival Nyege Nyege.

Venerdì 8 maggio, è la volta della performance dal vivo Depois da Encruzilhada (dopo l’incrocio), che, in occasione della mostra “Paulo Nazareth. Algebra”, alle ore 10.30 e alle ore 15, trasforma il Teatrino in un canto dedicato a Exu, un Orixá del Candomblé associato ai cammini e agli incroci nelle tradizioni afro-brasiliane. Durante la performance, il performer rimuove le guias – collane di perline indossate come segni di devozione – e dispone a terra perline rosse e nere, creando forme simboliche che evocano il potere di Exu, legato alla fertilità e al passaggio tra mondi diversi. Nelle tradizioni africane le perline esprimono anche un ordine cosmologico attraverso colori e combinazioni, una sorta di algebra simbolica. L’installazione estende idealmente la geografia spirituale della mostra oltre Punta della Dogana. La performance è realizzata da un praticante iniziato del Candomblé. Paulo Nazareth non viaggia in Europa; sarà disponibile una documentazione dell’artista mentre esegue l’opera in Brasile.

Le tre giornate si concludono sabato 9 maggio, alle ore 17 e alle ore 19, nelle sale di Punta della Dogana, che accolgono un intervento musicale in dialogo con la mostra “Lorna Simpson. Third Person”. L’acclamata musicista, artista e placemaker esperanza spalding presenta una creazione sonora inedita, articolata in due sessioni, pensata appositamente per questo contesto. La sua ricerca musicale incontra le opere di Lorna Simpson dando vita a un’esperienza d’ascolto intensa e avvolgente, che invita il pubblico a percepire lo spazio espositivo attraverso nuove risonanze.
 
Le iniziative per approfondire le mostre in corso includono anche attività laboratoriali pensate per tutti, dal pubblico più giovane sino agli adulti, a partire dai 6 anni d’età.
Per la stagione primaverile, sabato 11 aprile, alle ore 15.00, il laboratorio creativo condotto nelle sale di Punta della Dogana è curato da Oscar Sabini, autore della guida gioco dedicata alle mostre di Lorna Simpson e Paulo Nazareth. Nelle sale di Punta della Dogana, attraverso carte colorate, ritagli di giornale, piccoli oggetti senza valore, adulti e bambini sperimentano le meraviglie del collage e dell’assemblaggio traendo ispirazione dalle opere esposte. Un’esperienza immersiva nel processo creativo degli artisti, per dare forma ad opere impreviste e sorprendenti.  

I laboratori sono aperti a persone di tutte le età, a partire dai 6 anni. Accompagnatore adulto obbligatorio fino ai 10 anni compiuti. Partecipazione gratuita su prenotazione. (Per info: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)
Le guide gioco sono disponibili gratuitamente presso le biglietterie di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

By Luca Del Pia

2. PERFORMANCE E MUSICA 
Oltre alle performance e iniziative musicali dedicate agli artisti esposti, Palazzo Grassi e Punta della Dogana presentano Extended - live works in the exhibition context, il nuovo programma di performance di Palazzo Grassi pensato per amplificare l’esperienza degli spazi della Pinault Collection a Venezia. A cura di Ilaria Mancia, curatrice di progetti interdisciplinari tra arti visive e performative, Extended dialogherà, attraverso una serie di appuntamenti live, con le specificità dei luoghi. Ogni incontro propone performance in dialogo con l’architettura, trasformando i luoghi in spazi dinamici di ascolto, relazione e scoperta, secondo diverse temporalità di fruizione.
Per il primo appuntamento, venerdì 17 e sabato 18 aprile, alle ore 18.30, la danzatrice e coreografa Ewa Dziarnowska presenta, nell’atrio di Palazzo Grassi, la durational performance This resting, patience, una seducente coreografia in cui la danza dissolve lentamente la percezione del tempo, creando una dimensione porosa e sensibile. Pensata come un’installazione fatta di corpi, la danza agisce come una scultura vivente che si trasforma fra momenti di intensità e svelamenti di fragilità. La struttura è aperta, il pubblico potrà entrare e uscire liberamente, scegliere se restare ai margini o avvicinarsi. La performance è presentata in collaborazione con l'Istituto Polacco di Roma con il sostegno dell'Istituto Adam Mickiewicz (IAM).

La regista e sceneggiatrice francese Alice Diop è la protagonista del secondo appuntamento del ciclo Extended, che si terrà venerdì 5 e sabato 6 giugno. Nelle sale di Punta della Dogana, Diop presenta Le Voyage de la Vénus Noire, la sua prima performance teatrale nata dalla lettura dell’omonimo testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis. Concepita come un’odissea poetica e metaforica, l’opera attraversa spazio e tempo per restituire voce e presenza a figure rimosse dalla storia dell’arte occidentale, a volte rese anonime o trasformate in ornamenti. In una forma scenica essenziale e intima, la regista si fa mediatrice del testo, dando corpo a un pensiero profondo e vibrante, capace di coinvolgere il pubblico con forza e sensibilità. Ne emerge un viaggio vertiginoso nel nostro subconscio visivo, dove affiorano immagini, stereotipi e fantasmi della rappresentazione, invitandoci a riflettere su come la violenza della Storia abbia plasmato il nostro io più intimo.
 
Per gli amanti della musica contemporanea, il Teatrino di Palazzo Grassi presenta una nuova edizione di “Long Playing” una serie di tre appuntamenti della rassegna musicale curata da Nicola Di Croce e Francesco Bergamo (SSH! Sound Studies Hub dell’Università Iuav di Venezia). “Long Playing” propone nelle serate di mercoledì 29 aprile, 27 maggio e 3 giugno, sempre alle ore 18.30, tre sessioni d’ascolto della durata standard di un disco in vinile: l’LP, che costituisce anche l’unità di misura che dal secondo dopoguerra ha segnato le modalità di fruizione e ascolto di qualunque album musicale, nonostante l’evoluzione dei supporti e il passaggio al digitale.
L’edizione si svolge alla presenza di autori e autrici che introducono ogni appuntamento con una lecture-performance.

Ad inaugurare il format al Teatrino di Palazzo Grassi per la primavera 2026, mercoledì 29 aprile, è Nicola Ratti, musicista poliedrico e sound designer, attivo da anni in diversi ambiti sperimentali. La sua produzione sonora crea sistemi basati sulla ripetizione e la dilatazione, con particolare attenzione alla costruzione di ambienti che gravitano in relazione allo spazio e all’architettura che abitiamo e mettendo in bilico gli orientamenti emotivi e percettivi ai quali siamo abituati.

Il secondo appuntamento del ciclo, mercoledì 27 maggio, accoglie Valentina Magaletti, batterista, compositrice e polistrumentista, che con la sua musica abbatte i confini tra rumore, rituale e musica, trasformando ceramiche, objets trouvés e texture di superfici percussive in strumenti di resistenza e di costruzione di un mondo queer. Data realizzata con il supporto di A R S, parte di 100_ve expanded festival 2026. Conclude la stagione primaverile di “Long Playing” al Teatrino, mercoledì 3 giugno, la compositrice di musica elettronica e sound designer Francesca Marongiu. Il suo lavoro si muove tra suono, memoria e luogo, con un approccio personale che fonde sensibilità acustica e processi elettronici.

Credits Spyros Rennt

3. INCONTRI E LETTURE 
Il calendario culturale promosso da Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Pinault Collection per la primavera 2026 al Teatrino di Palazzo Grassi include anche per questa stagione una ricca serie di momenti di incontro aperti al pubblico. Occasioni uniche per conoscere la testimonianza di importanti figure del mondo dell’arte contemporanea, a cui si affiancano gli appuntamenti legati all’approfondimento di letteratura e riflessioni critiche.
 
Palazzo Grassi e Incroci di civiltà, Festival internazionale di letteratura a Venezia alla sua diciannovesima edizione, organizzato dall’Università Ca’ Foscari, presentano al Teatrino l’autrice Samah Karaki (Beirut, 1984) giovedì 16 aprile, alle ore 20.00. Attraverso il suo nuovo saggio L’empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti, l’autrice affronta, alla luce delle neuroscienze e delle scienze sociali, il modo in cui l’empatia perde il suo ruolo di bussola morale per diventare una costruzione politica e sociale, plasmata da strutture culturali, storiche e politiche, nonché dai media.
 
È confermata anche quest’anno la collaborazione con il Festival dei Matti, un’iniziativa culturale nata nel 2009 per riportare nel dibattito pubblico il tema del rapporto tra follia e normalità e contrastare luoghi comuni e pregiudizi. In calendario dal 15 al 17 maggio 2026, la XVI edizione si intitola “Eccetera…” e approda al Teatrino di Palazzo Grassi nelle ultime due giornate di Festival, sabato 16 e domenica 17 maggio grazie alle tracce vivide e indelebili della poeta Anna Toscano, a cui sarà dedicata una giornata, e di Gianfranco Rizzetto, che ha visto nascere il Festival e che con la sua caparbietà e dedizione ha dato la forza di continuarlo.
 
Torna anche il ciclo di incontri letterari organizzato in collaborazione con “L’Alliance Française de Venise au Palazzo Grassi” che vede sul palco del Teatrino martedì 19 maggio, alle ore 18.00, lo storico dell’arte Pierre Rosenberg, membro dell’Académie française e a lungo direttore del Musée du Louvre, in occasione della sua ultima pubblicazione Nicolas Poussin. Catalogue raisonné de l’œuvre peint (Flammarion, 2026).
 
Per gli appassionati di letteratura, proseguono inoltre ogni primo martedì del mese alle 18.30, le letture proposte da Casa delle Parole, provenienti dalle tradizioni letterarie di tutto il mondo. Il primo incontro primaverile è intitolato “Farmaci e droghe”, seguito da “Brevità” e “Desiderio”.
 
Infine, giovedì 11 giugno alle ore 18.00, il Teatrino ospita Migrating with Forms, una conferenza presentata dalla Collezione Peggy Guggenheim sull’evoluzione dell’arte nordamericana nel contesto globale, esplorando i dialoghi transatlantici che ne hanno influenzato la creazione, la circolazione e la ricezione. L’incontro rientra in un’iniziativa promossa dal Lunder Institute, che ha invitato alcune istituzioni di rilevanza internazionale come Collezione Peggy Guggenheim, Yale Center for British Art, Tate Britain e Royal Academy of Arts, a esaminare criticamente la storia e l’evoluzione dell’arte americana. Naomi Beckwith, storica dell’arte statunitense, Deputy Director e Jennifer and David Stockman Chief Curator del Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation e Artistic Director di documenta 16, interviene in una conversazione per interpretare parte del lascito di Peggy Guggenheim, offrendo prospettive innovative, sfidando le narrazioni consolidate e dando voce a storie e punti di vista storicamente marginalizzati o trascurati.
  
Viene proposto inoltre un ampio programma di visite speciali e di approfondimenti sui temi delle mostre in corso per diverse tipologie di pubblico.
 
La performance This resting, patience è presentata in collaborazione con l'Istituto Polacco di Roma con il sostegno dell'Istituto Adam Mickiewicz (IAM)

Foto e Video OK ARTE