
Clara Bartolini
Alla Triennale Milano sarà possibile visitare fino al 6 settembre 2026 la mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, a cura di Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler) e con progetto di allestimento di Jasper Morrison Office for Design con David Saik.
Come suggerisce Stefano Boeri presidente di Triennale, questa è la prima grande retrospettiva dedicata all’opera di Lella (1934 – 2016) e Massimo (1931 –2014) Vignelli, progettisti e graphic designer italiani protagonisti della scena progettuale internazionale, a lungo considerati “ambasciatori del design italiano negli USA” e in particolare rappresentanti di una personale interpretazione del razionalismo di matrice svizzera.
Questa è la seconda mostra in Italia dopo quella tenutasi al PAC di Milano nel 1980, ne ripropone il percorso in ordine cronologico, ne approfondisce i temi in collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA), che conserva oltre 750.000 documenti e artefatti relativi ai diversi ambiti creativi e disciplinari che i progettisti portarono avanti nel corso di sessant’anni anni di attività.
I curatori della mostra hanno individuato insieme agli eredi Vignelli un percorso biografico attraverso una selezione tra la loro vastissima produzione. Questo progetto ha l'intento di valorizzare alcune delle figure più eclettiche e rappresentative del mondo del progetto italiano e proporle anche dal punto di vista umano. Da Enzo Mari a Gae Aulenti, da Alessandro Mendini ad Andrea Branzi, da Saul Steinberg a Elio Fiorucci, solo per citarne alcuni.
Sono in mostra i progetti realizzati da Vignelli per Feltrinelli, le Ferrovie dello Stato, Benetton, Fratelli Rossetti, Feudi di San Gregorio, oltre al broadcasting televisivo con il progetto per il Tg2, telegiornale della seconda rete Rai solo per citarne alcuni.
Tutto questo per mostrare la varietà degli ambiti nei quali i due designer si sono espressi nell'arco della loro esperienza professionale in Italia e negli USA, proponendo soluzioni nuove e di grande impatto.
Sono esposti oggetti, arredi, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, packaging, gioielli, marchi, libri, copertine e riviste.
I due progettisti si sono mossi immersi nell’humus di comunità creative internazionali tra Italia e Stati Uniti, da Milano, in piena rinascita culturale nel dopoguerra, a New York, dove la coppia scelse di stabilirsi a partire dal 1965.
Lontani dalla nicchia del design elitario, sono riusciti a comunicare in maniera efficace con un numero enorme di persone, come testimoniato da numerosi progetti, tra cui lo studio dell’identità per Ford (1967) e per American Airlines (1967), la mappa della metropolitana di New York (1972) e la segnaletica per le Ferrovie dello Stato italiane (1999).
i Vignelli appartengono per diritto a quella generazione di architetti e designer a cui si deve l'immagine della modernità in Italia. Lella e Massimo Vignelli sono stati i progettisti di un immaginario universale e senza tempo, scegliendo di esprimersi in uno stile che in ogni ambito della loro azione ha scelto l'assoluta chiarezza raggiungendo una ineguagliabile potenza espressiva.
Il Main Partner MillerKnoll, i Partner Abet Laminati e Feudi di San Gregorio, e i Partner istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano sostengono Triennale Milano per questo progetto.