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Il nuovo allestimento dello Spazio Design del MAUTO
e il talk “Rivoluzione torinese” con i protagonisti del car design italiano

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il nuovo allestimento di Spazio Design, il progetto espositivo curato da Paolo Tumminelli che interpreta il car design come un arcipelago di forme, idee e visioni. Dodici automobili, organizzate in sei isole tematiche, attraversano oltre mezzo secolo di storia dell’automobile moderna, mettendo in dialogo modelli iconici, prototipi sperimentali e vetture da corsa attraverso accostamenti inattesi e prospettive trasversali.
 
Il percorso si sviluppa come una narrazione circolare, dove inizio e fine si riflettono reciprocamente: emblematica, in questo senso, la relazione tra il Volkswagen Maggiolino del 1952 e il New Beetle del 2000, che apre e chiude idealmente il racconto trasformando la visita in un’esperienza di continuità, memoria e ritorno.

Le dodici vetture selezionate restituiscono una lettura stratificata dell’automobile come fenomeno culturale complesso, in cui innovazione tecnica, ricerca formale e immaginario collettivo si intrecciano continuamente. Dalle architetture ingegneristiche del “tutto-dietro” e del “tutto-avanti” alle oscillazioni tra stili sferici, lineari e cubici, ogni automobile diventa espressione di un’epoca, di un sistema di valori e di una precisa idea di modernità.
Ne emerge una fenomenologia del design automobilistico che supera la dimensione puramente industriale dell’oggetto per restituire l’automobile come costruzione simbolica, specchio delle trasformazioni sociali, economiche e culturali del Novecento.
 
Il dialogo sul design si amplia ulteriormente attraverso due approfondimenti dedicati rispettivamente alle celebri macchine da ufficio Olivetti e alla grafica pubblicitaria di Fiat e Lancia, mettendo in relazione il progetto automobilistico con il design industriale e la comunicazione visiva italiana.

ISOLE E VETTURE ESPOSTE

  1. INIZIO & FINE

Il ciclo dell’automobile classica si apre e si chiude con la Volkswagen Typ 1 Maggiolino del 1952 — archetipo della mobilità moderna per razionalità progettuale e diffusione globale — e la Volkswagen New Beetle del 2000, rilettura contemporanea fondata su memoria ed emozione.

  1. MODERNITÀ & CONCHIGLIE

La nascita dell’automobile moderna si esprime nella Studebaker Champion Regal de Luxe Coupé del 1947 — prima affermazione del linguaggio Ponton — e nella Porsche 356 SC del 1964, sintesi tra funzionalismo e sportività.

  1. LINEA & STILI

Il confronto tra culture progettuali emerge nella Cadillac Sixty Special Fleetwood del 1958 — icona dello stile americano spettacolare — e nella BMW Neue Klasse 1800 del 1968, manifesto del rigore formale europeo.

  1. ARCHITETTURA & SCATOLE

La rivoluzione dello spazio interno è rappresentata dall’Autobianchi Primula 3P del 1967 — anticipatrice del modello di automobile compatta moderna poi reso celebre dalla Volkswagen Golf — e dalla Lancia Megagamma del 1978, prototipo che prefigura il concetto di monovolume.

  1. RADICALISMO & TAGLI

Il design italiano sperimentale trova espressione nella Pininfarina BLMC 1100 del 1968 — che supera la berlina tradizionale attraverso una forma integrale — e nella Dallara Bertone Icsunonove del 1974, esempio estremo della linea a cuneo.

  1. PERFEZIONE & CORPI

La maturità del progetto automobilistico si riflette nella Mercedes-Benz 190 E 2.3-16 del 1984 — paradigma di precisione formale — e nella Mazda Miata del 1991, icona globale di immediatezza emotiva.
 
LE MACCHINE OLIVETTI ESPOSTE:
 
Olivetti Artjet 20
Stampante a getto d’inchiostro
Design: Michele De Lucchi, Masahiko Kubo
Produzione: dal 1999
 
Olivetti Summa 19
Addizionatrice elettrica scrivente
Design: Ettore Sottsass jr, Hans Von Klier
Produzione: dal 1970
Premio Compasso d’Oro ADI nel 1970
 
Olivetti Lexikon 80
Macchina per scrivere manuale
Progetto: Giuseppe Beccio
Design: Marcello Nizzoli
Produzione: dal 1948
 
Olivetti M40
Macchina per scrivere manuale
Progetto: Camillo Olivetti, Gino Levi Martinoli, Ufficio Tecnico
Produzione: dal 1930
 
Olivetti Praxis 20
Macchina per scrivere elettronica portatile
Design: Mario Bellini, Sandro Pasqui
Produzione: dal 1983
 
Olivetti Tekne 3
Macchina per scrivere elettrica standard
Progetto: Rinaldo Salto
Design: Ettore Sottsass jr, Hans Von Klier
Produzione: dal 1964
 
Olivetti Logos 56
Macchina calcolatrice elettronica
Design: Mario Bellini, Derk Jan De Vries, Antonio Macchi Cassia, Gianni Pasini, Sandro Pasqui
Produzione: dal 1973
 

Il progetto espositivo si inserisce nel più ampio percorso di ricerca che il Museo Nazionale dell’Automobile dedica al design come chiave interpretativa privilegiata per leggere l’automobile oltre la sua dimensione tecnica, evidenziandone i valori formali, simbolici e culturali.
 
Spazio Design si configura così come un dispositivo critico e dinamico, capace di indagare il progetto automobilistico nelle sue connessioni con architettura, industria, comunicazione e pratiche artistiche contemporanee. In questa prospettiva, il nuovo allestimento rappresenta non soltanto un aggiornamento museografico, ma l’estensione naturale di una ricerca che vede il MAUTO sempre più come piattaforma culturale capace di attivare riflessioni sul ruolo del design nella costruzione dell’immaginario e nella trasformazione della società contemporanea.

SAVE THE DATE

TALK / RIVOLUZIONE TORINESE
MERCOLEDÌ 10 GIUGNO, ORE 18.30

 

Giorgetto Giugiaro, Paolo Martin e Gian Beppe Panico raccontano il car design italiano
Tre protagonisti della carrozzeria italiana si incontrano al Museo Nazionale dell’Automobile per un dialogo dedicato al car design tra progetto, comunicazione e industria, moderato da Paolo Tumminelli.
A partire dalle vetture esposte nello Spazio Design, il talk ripercorre visioni, intuizioni e processi che hanno definito la rivoluzione — tutta torinese — del design automobilistico tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.
 
Accanto allo sguardo di Giorgetto Giugiaro, che nel 1968 fonda Italdesign, e di Paolo Martin, protagonista del rinnovamento della linea Pininfarina tra il 1967 e il 1972, Gian Beppe Panico porterà il punto di vista della comunicazione e della narrazione industriale maturato all’interno di Bertone, il più radicale fra i carrozzieri torinesi.
La conversazione offrirà uno sguardo privilegiato sul rapporto tra creatività, produzione e immaginario pubblico, facendo emergere affinità e divergenze nel modo di concepire l’automobile: dalla forma alla funzione, dall’innovazione tecnica alla costruzione simbolica del desiderio.
 
Un incontro tra tre figure che, da prospettive differenti ma complementari, hanno contribuito a scrivere una parte fondamentale della cultura automobilistica internazionale.
 
Ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti.

Foto e Video OK ARTE