Registrati

"

Inaugurazione mostra milanese: Galleria Libri e Collane d'Autore, in via Capecelatro 75, ore 18,30 (Metro Lilla, fermata Ippodromo, uscita via Pessano). Ingresso libero.
www.milo-artista.it www.libriecollanedautore.com


In occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana, il Maestro Milo (Lorenzo Mucchetti, bresciano) presenta il suo nuovo ciclo di opere "Omaggio alla Repubblica Italiana", una serie composta da 12 tele + 1 (anch'essa dedicata all'Art.1), dedicate ai principi fondamentali della Costituzione Italiana. I quadri saranno esposti a Milano, nella galleria 'Libri e collane d'autore', di Alessandra Cossar, in via Capecelatro 75. Inaugurazione con l'artista e aperta al pubblico mercoledì 17 giugno ore 18,30-21 (Metro Lilla, fermata Ippodromo, uscita via Pessano. Oppure tram 16 fermata p.zza Axum, bus 49 fermata Ist. Don Gnocchi).

Fondatore del movimento della Realtà Permanente, Milo sviluppa da anni una ricerca che indaga il rapporto tra superficie e verità, tra immagine e memoria, tra ciò che appare e ciò che permane nel tempo. Un percorso artistico riconosciuto anche a livello internazionale, che ha portato la sua opera ad essere nuovamente inserita nell' Atlante dell'Arte Contemporanea 2026 edito da Giunti Editore (ex De Agostini), la cui presentazione ufficiale si terrà il prossimo 19 giugno al MoMA di New York. Al Museo di arte contemporanea più importante al mondo, anche un'opera di Milo sarà visibile al pubblico per tutta la giornata con video proiezione.

Per il nuovo progetto dedicato allo storico referendum istituzionale festeggiato dal Paese il 2 giugno scorso, Milo ha scelto come simbolo iconico della ricorrenza il celebre francobollo da 80 lire della Repubblica Italiana, reinterpretato attraverso differenti cromie e variazioni seriali. Dodici opere richiamano i 12 articoli dei Principi Fondamentali della Costituzione, mentre una tredicesima, costruita attraverso la ripetizione continua del francobollo, è dedicata di nuovo all'Articolo 1, fondamento della Repubblica democratica italiana ma anziché rappresentare il singolo francobollo rappresenta la serialità dello stesso.

La ripetizione seriale e l'impatto cromatico richiamano il linguaggio della Pop Art, ma Milo supera la semplice citazione estetica per introdurre il cuore della propria poetica: la sfogliazione. La superficie dell'opera viene lacerata, attraversata, consumata. Da questi squarci emergono frammenti autentici della Costituzione Italiana, quasi a ricordare che sotto l'immagine istituzionale esiste un fondamento più profondo e permanente.

Le impronte umane e il dripping che attraversano le opere – le consuete e originali tecniche di Mil o- diventano segni del passaggio dell'uomo contemporaneo: un'umanità che spesso sporca, altera, ferisce, dimentica, ma che non riesce a cancellare i valori fondamentali sui quali si fonda la Repubblica. E' la poetica della Realtà Permanente. Il gesto artistico di Milo non è quindi mai distruttivo, ma rivelatore. La superficie viene ferita per lasciare emergere ciò che realmente conta.

Il francobollo rappresenta lo Stato nella sua forma visibile, quotidiana e popolare; la Costituzione che riaffiora dagli strappi ne rivela invece l'anima più profonda. Tra queste due dimensioni si crea una tensione continua: tra immagine e contenuto, tra rappresentazione e verità, tra memoria storica e coscienza civile.

Con "Omaggio alla Repubblica Italiana", Milo costruisce un ciclo di opere che non si limita a celebrare un anniversario storico, ma invita a riflettere sul valore permanente dei principi costituzionali. Perché, anche quando la superficie viene deturpata dal tempo e dall'uomo, i valori autentici continuano a riemergere.

L'EVENTO

"Omaggio alla Repubblica Italiana"

12 opere + 1di Milo
a Milano da 'Libri e collane d'autore'
Via Capecelatro 75. Prenotazione: mob.+39 338 119 8231

Inaugurazione mercoledì 17 giugno, ore 18,30-21. Poi l'esposizione continuerà fino al 10 luglio (orari 10-13;15,30-19).

Per arrivare: Metro Lilla fermata Ippodromo, uscita via Pessano. O tram 16 fermata piazza Axum.

LE OPERE

Art.1 La Repubblica fondata sul Lavoro

Nella prima opera dedicata all'Articolo 1, la serialità del francobollo richiama il linguaggio della Pop Art e diventa metafora del popolo italiano: una moltitudine di individui, differenti ma uniti dallo stesso fondamento democratico. Dalla superficie deturpata riaffiora il principio secondo cui "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Milo evidenzia come, nel corso degli ultimi ottant'anni, il valore del lavoro sia stato spesso svilito, precarizzato o dimenticato. Le ferite della superficie raccontano proprio le difficoltà sociali, economiche e civili attraversate dal Paese. Eppure, sotto gli strappi, il principio costituzionale continua a riaffiorare con forza. La Repubblica, nell'opera di Milo, non è soltanto una struttura istituzionale, ma una costruzione collettiva che trova dignità nella partecipazione, nell'impegno e nel lavoro dell'uomo. Anche quando la società sembra perdere il senso di questo valore, esso continua a permanere come fondamento autentico della convivenza democratica.

Art.2 I diritti inviolabili dell'uomo

L'opera dedicata all'Articolo 2 richiama il valore dei diritti inviolabili dell'uomo e il principio di solidarietà che sostiene la convivenza civile. Le ferite presenti sulla superficie raccontano le contraddizioni della storia contemporanea: discriminazioni, egoismi sociali, violenze e indifferenza hanno spesso calpestato la dignità umana.

Le impronte e il dripping rappresentano proprio il passaggio dell'uomo contemporaneo, capace di lasciare segni profondi e talvolta distruttivi sulla società. Ma la poetica della Realtà Permanente ribalta questa apparente distruzione: dagli strappi riaffiora il principio costituzionale, che continua a resistere oltre il tempo e oltre gli errori dell'uomo.

Per Milo, i diritti fondamentali non sono concetti astratti, ma valori vivi che devono essere continuamente riscoperti e difesi. L'opera diventa così una riflessione sulla fragilità della società contemporanea e, allo stesso tempo, sulla forza permanente dei principi che ne custodiscono l'umanità.

Art.3 Uguaglianza e dignità

L'Articolo 3 sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione o condizioni sociali. Milo evidenzia però come la storia degli ultimi ottant'anni abbia spesso tradito questo principio. Le disuguaglianze economiche, le discriminazioni e le nuove marginalità sociali sono rappresentate simbolicamente dalle ferite e dagli strappi che attraversano l'opera.

Eppure, nella poetica della Realtà Permanente, ciò che conta davvero continua a riaffiorare. Sotto la superficie deturpata permane il valore universale della dignità umana. La Costituzione riemerge come memoria collettiva e come richiamo etico verso una società più giusta.

L'opera non celebra semplicemente un principio costituzionale, ma invita lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo nella costruzione di una reale uguaglianza civile e sociale.

Art.4 La Repubblica riconosce il diritto al Lavoro

L'opera dedicata all'Articolo 4 richiama il diritto al lavoro e il dovere di contribuire al progresso della società. Nel corso degli anni questo principio è stato spesso ferito da precarietà, disuguaglianze e perdita della dignità professionale. Le tracce e le abrasioni presenti sulla superficie diventano metafora di una società che ha talvolta smarrito il valore umano del lavoro.

Eppure, sotto la superficie deturpata, il principio costituzionale continua a emergere.
Milo trasforma così il lavoro non solo in diritto civile, ma in elemento fondante della dignità dell'uomo e della costruzione collettiva della Repubblica.

Art. 5 Unità e autonomie locali della Repubblica

L'Articolo 5 afferma l'unità e l'indivisibilità della Repubblica, riconoscendo al tempo stesso il valore delle autonomie locali. È un principio che invita all'equilibrio tra identità collettiva e pluralità territoriale.

Nel tempo, divisioni sociali, tensioni politiche e frammentazioni culturali hanno spesso messo alla prova questo equilibrio. Le lacerazioni dell'opera evocano proprio queste fratture, mentre i frammenti della Costituzione che riaffiorano ricordano come il principio di unità continui a resistere oltre ogni conflitto.

Milo interpreta così la Repubblica come un organismo vivo: attraversato dalle contraddizioni della storia, ma ancora capace di ritrovare nella Costituzione il proprio fondamento comune.

Art.6 Tutela delle minoranze lunguistiche

L'opera dedicata all'Articolo 6 affronta il tema della tutela delle minoranze linguistiche. Un principio che riconosce il valore della diversità culturale come parte integrante dell'identità nazionale.

Nel corso della storia, molte differenze linguistiche e culturali sono state marginalizzate o considerate elementi secondari. Le abrasioni presenti nell'opera evocano proprio questa tendenza all'omologazione e alla perdita delle identità più fragili.

Ma sotto la superficie consumata riaffiora il testo costituzionale: segno che la diversità, quando riconosciuta e custodita, non indebolisce la Repubblica, ma la arricchisce.

Milo trasforma così il francobollo repubblicano in simbolo di una nazione che trova la propria forza non nell'uniformità, ma nella capacità di riconoscere e proteggere ogni voce.

Art.7 Rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica

L'opera dedicata all'Articolo 7 richiama il rapporto tra Stato e Chiesa cattolica, tema che ha accompagnato profondamente la storia italiana. Milo affronta questo principio non in chiave ideologica, ma come riflessione sull'equilibrio tra istituzioni, identità culturale e libertà civile.

Nel tempo, tensioni sociali e cambiamenti culturali hanno spesso ridefinito questo rapporto. Le tracce presenti sulla superficie evocano proprio le trasformazioni della società italiana, attraversata da dibattiti e contraddizioni.

Eppure il testo costituzionale riaffiora dagli strappi come memoria stabile di un equilibrio che continua a sostenere la struttura democratica del Paese.

Art. 8- Libertà e uguaglianza delle confessioni religiose

L'Articolo 8 afferma l'uguaglianza di tutte le confessioni religiose davanti alla legge. Un principio che custodisce il valore della libertà spirituale e del rispetto reciproco. Nel corso degli anni, paure, discriminazioni e conflitti culturali hanno spesso messo in discussione questo equilibrio. La superficie dell'opera appare attraversata da segni di tensione e frammentazione, quasi a rappresentare le difficoltà del dialogo tra culture differenti. La Costituzione però riaffiora ancora una volta dagli strappi dell'immagine, ricordando come la libertà religiosa rappresenti un fondamento permanente della convivenza democratica. Per Milo, la Repubblica continua a vivere proprio nella capacità di custodire la pluralità senza perdere la propria identità civile comune.

L'opera dedicata all'Articolo 9 affronta il tema della tutela del paesaggio, della cultura e della ricerca. Un principio che definisce l'identità italiana non solo come patrimonio storico, ma come responsabilità verso il futuro.

Nel tempo, incuria, consumo del territorio e superficialità culturale hanno spesso ferito questo patrimonio collettivo. Le lacerazioni dell'opera evocano proprio queste ferite inflitte al paesaggio e alla memoria culturale del Paese.

Eppure, sotto la superficie consumata, il testo costituzionale riaffiora come testimonianza di un valore che continua a resistere.

Per Milo, arte e cultura diventano così strumenti necessari per mantenere viva la coscienza civile della Repubblica.

Art.9 Tutela della cultura, del paesaggio e della ricerca

L'opera dedicata all'Articolo 9 affronta il tema della tutela del paesaggio, della cultura e della ricerca. Un principio che definisce l'identità italiana non solo come patrimonio storico, ma come responsabilità verso il futuro.

Nel tempo, incuria, consumo del territorio e superficialità culturale hanno spesso ferito questo patrimonio collettivo. Le lacerazioni dell'opera evocano proprio queste ferite inflitte al paesaggio e alla memoria culturale del Paese.

Eppure, sotto la superficie consumata, il testo costituzionale riaffiora come testimonianza di un valore che continua a resistere.

Per Milo, arte e cultura diventano così strumenti necessari per mantenere viva la coscienza civile della Repubblica.

Art.10 Diritto internazionale e tutela dello straniero

L'opera dedicata all'Articolo 10 affronta il tema del diritto internazionale e dell'accoglienza dello straniero perseguitato. Un principio che pone la Repubblica italiana all'interno di una dimensione universale di diritti e solidarietà.

Paure sociali, conflitti e chiusure culturali hanno spesso messo in discussione questo valore. Le tensioni presenti sulla superficie dell'opera evocano proprio il contrasto tra apertura e rifiuto, tra umanità e paura.

Ma i frammenti della Costituzione riaffiorano dagli strappi come memoria viva di un principio che continua a interrogare la coscienza civile contemporanea.

Milo trasforma così l'opera in una riflessione sul significato autentico di appartenenza, dignità e responsabilità collettiva.

Art. 11 Ripudio della Guerra e promozione della pace

L'Articolo 11 sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e afferma il valore della cooperazione internazionale. È uno dei principi più profondi della coscienza democratica italiana. In un mondo ancora segnato da conflitti, violenze e tensioni geopolitiche, questo principio appare continuamente messo alla prova. Le ferite visive presenti nell'opera di Milo evocano proprio le lacerazioni provocate dalla storia e dall'aggressività umana. Sotto la superficie alterata però riaffiora il testo costituzionale, segno di un ideale che continua a resistere oltre il rumore del presente. Per Milo, la pace non è un'immagine fragile, ma una responsabilità permanente affidata alla memoria collettiva e connaturata alla natura umana.

Art.12Il Tricolore simbolo della Repubblica Italiana

L'Articolo 12 riconosce il Tricolore come bandiera ufficiale della Repubblica Italiana. Un simbolo che attraversa la storia del Paese e che racchiude memoria, identità e appartenenza collettiva.

Nel tempo, anche i simboli nazionali sono stati svuotati, banalizzati o utilizzati superficialmente. Le impronte e i dripping presenti nell'opera evocano proprio il rischio di perdere il significato profondo dei simboli condivisi.

Tuttavia dagli strappi della superficie riaffiora ancora il testo costituzionale: memoria permanente di ciò che sostiene realmente l'identità democratica italiana.

Per Milo, il Tricolore non rappresenta soltanto una bandiera, ma la testimonianza viva di valori che continuano a resistere oltre il tempo e oltre le contraddizioni dell'uomo.

Foto e Video OK ARTE