Clara Bartolini
SUART, ovvero l'associazione SUstainable ART, ha scelto per il 2026 le opere della scultrice Maria Cristina Carlini per portare avanti il suo discorso di arte sostenibile.
Questo è un evento internazionale di carattere scientifico a cadenza annuale.
Materie viventi è il titolo della mostra, che ben racconta il lavoro potente e poetico di questa artista divenuta famosa in tutto il mondo per la capacità di unire durezza e leggerezza, durata e fragilità , spirito e materia.
Una ricerca iniziata a Paolo Alto dove risiedeva, malgrado Varese le abbia dato i natali. Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Fondazione Maria Cristina Carlini ETS  con Associazione Ethicando, l'esposizione è curata dal critico d'arte Marco Eugenio Di Giandomenico e sarà visibile a Palazzo Reale di Milano fino al 30 agosto 2026.
L'evento ha compreso un forum sulla sostenibilitĂ dell'arte il giorno 9 luglio, patrocinato tra gli altri dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Due le opere monumentali visibili a Palazzo Reale gratuitamente.
Il titolo della prima è Il bosco, ed è composta da 19 elementi in ferro che simulano alberi svettanti verso il cielo con rami sottili, e si sviluppa in forma di spirale come a voler coinvolgere lo spettatore al suo interno. E' collocata nel cortile principale di Palazzo Reale e la sua potenza e leggerezza si slancia ad evocare la poetica naturale che tanto sta a cuore all'artista. Â
La seconda dal titolo Filemone e Bauci,  ci riporta alle Metamorfosi di Ovidio, ed è metafora del giusto e generoso vivere in armonia con la natura. Come nella leggenda, i due anziani personaggi ospitano con generosità e affetto dei viaggiatori che si riveleranno degli dei. Il premio per la calda accoglienza farà trasformare la loro povera casa in un magnifico tempio di devozione, e alla morte verranno trasformati, come da sempre desideravano, in magnifici alberi, da loro tanto amati.
Quest'opera è collocata sotto il pergolato del giardino in dialogo col verde degli alberi. Due grandi supporti metallici circolari contengono parti di tronchi d'albero a rappresentare la coppia di anziani della leggenda.  Stratificazioni di memoria simboleggiata dai tanti cerchi di vita degli alberi, contenuti in una forma armonica e perfetta come il cerchio.
FragilitĂ e durata sono i temi dell'opera. Le tracce del dialogo col passato si riconoscono nei tanti anelli del tronco, presente e passato si illuminano d'oro al centro, per ricordare l'importanza della memoria. Il ferro in solidi cerchi perfetti, contiene la fragile materia. Le opere creano un rimando emozionale che trasporta il pubblico in una forte esperienza sensoriale.
 Natura e scultura si sostengono e accolgono il pubblico per farlo riflettere sulla preziosità di entrambe. Il lavoro di questa artista è oggetto di studio da parte di critici e storici dell'arte e alcune sue opere sono state scelte dalla Camera dei Deputati di Roma nell'ambito di un confronto internazionale tra arte cultura e sostenibilità .
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CLARA BARTOLINIÂ
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