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In occasione del novantesimo compleanno di Giorgio Griffa, la Fondazione Giorgio Griffa presenta Summer 69, una mostra che torna a un momento fondativo della sua vicenda umana e artistica: l’estate del 1969. È allora che, a Torino, negli spazi della Galleria Sperone non ancora aperta al pubblico, si incontrarono Giorgio Griffa, Paolo Mussat Sartor e Gian Enzo Sperone.
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AL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE INAUGURA LA MOSTRA I NEMICI DEL DRAKE ENZO FERRARI E LE SCUDERIE INGLESI
Dal 2 aprile all’ 11 ottobre 2026 la più grande e completa esposizione dedicata alle scuderie inglesi che, tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari: in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London.
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Ph. credits Bin Jia
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In programma al MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile – da giovedì 2 aprile a domenica 11 ottobre 2026 – la mostra I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli. Attraverso una selezione di 23 vetture iconiche – 22 monoposto di Formula 1 e la mitica Mini Morris – la mostra, sviluppata sugli oltre 2000mq dello spazio espositivo al piano terra, racconta una stagione di sperimentazione tecnica e libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali. Un universo di tecnologia, stile e spirito pionieristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse. Enzo Ferrari li chiamava, con un po’ di supponenza, “i garagisti”: erano le squadre inglesi che – tra gli anni Sessanta e Ottanta – misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1.
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Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Pinault Collection presenta il calendario culturale per la primavera 2026 al Teatrino di Palazzo Grassi e nelle sedi espositive veneziane che ospitano le mostre “Michael Armitage. The Promise of Change”, “Amar Kanwar. Co-travellers”, “Lorna Simpson. Third Person” e “Paulo Nazareth. Algebra”. Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, una serie di performance e interventi musicali che mettono in dialogo artisti internazionali e mostre, trasformando gli spazi di Palazzo Grassi, Punta della Dogana e del Teatrino in luoghi di ascolto e sperimentazione. Il celebre ensemble ugandese Nakibembe Xylophone Troupe si esibisce in due sessioni nell’atrio di Palazzo Grassi in dialogo con le opere di Michael Armitage (giovedì 7 maggio, alle ore 10.30 e alle ore 15.00). Segue la performance dal vivo Depois da Encruzilhada (dopo l’incrocio), che trasforma il Teatrino in un canto dedicato a Exu, un Orixá del Candomblé associato ai cammini e agli incroci nelle tradizioni afro-brasiliane, in occasione della mostra “Paulo Nazareth. Algebra” (venerdì 8 maggio, alle ore 10.30 e alle ore 15.00). Infine, la musicista, artista e placemaker esperanza spalding presenta una creazione sonora inedita, articolata in due sessioni, pensata appositamente per dialogare con le opere di Lorna Simpson nelle sale di Punta della Dogana (sabato 9 maggio, alle ore 17 e alle ore 19). Palazzo Grassi e Punta della Dogana presentano Extended - live works in the exhibition context, il nuovo programma di performance, a cura di Ilaria Mancia, pensato per amplificare l’esperienza degli spazi della Pinault Collection a Venezia. Il primo appuntamento vede la coreografa Ewa Dziarnowska presentare, nell’atrio di Palazzo Grassi, la durational performance This resting, patience, dove la danza dissolve lentamente la percezione del tempo (venerdì 17 e sabato 18 aprile, ore 18.30). Per il secondo appuntamento di Extended, Alice Diop porta nelle sale di Punta della Dogana la performance Le Voyage de la Vénus Noire, nata dall’omonimo testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis (venerdì 5 e sabato 6 giugno).
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A Rovigo, Palazzo Roverella ospita fino al 28 giugno giugno una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in un racconto unitario e approfondito, Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas.
Curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, ricostruisce il rapporto intenso – talvolta spigoloso, sempre fecondo – che unì i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina.
Il percorso espositivo, costruito attraverso prestiti di straordinario rilievo provenienti da musei e collezioni nazionali e internazionali, illumina affinità elettive, rimandi sottili e inattese consonanze, sullo sfondo di una stagione decisiva per la ridefinizione dello sguardo moderno.
Entrambi poco inclini alle etichette – compresa quella di “Impressionisti” – Zandomeneghi e Degas condividono un’attitudine critica verso il proprio tempo e una ricerca rigorosa. Degas, per Zandomeneghi, è un punto di riferimento decisivo; Zandomeneghi, per Degas, resta “le vénetien”: una definizione ironica che restituisce anche la forza con cui il pittore italiano rivendica la propria identità all’interno della scena parigina.
La mostra segue da vicino questo dialogo, mettendo a confronto opere, temi e scelte compositive: dalla costruzione dello spazio alla rappresentazione dell’intimità, fino al modo di osservare il corpo e la vita moderna. Ne emerge una trama che tiene insieme Firenze e Parigi, tradizione e sperimentazione, e che restituisce tutta l’attualità di una relazione artistica ancora capace di parlare al presente.
L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale.
Informazioni www.palazzoroverella.com
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È in edicola il numero 471 de «Il Giornale dell’Arte», il mensile di informazione, cultura, economia, fondato nel 1983 da Umberto Allemandi, che fa capo alla nuova Società Editrice Allemandi arl, composta da Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Gli highlight del numero di aprile:
- GEMELLI DIVERSI. Dopo aver imposto un nuovo sguardo e un nuovo modo di fare giornalismo culturale, Umberto Allemandi e Giancarlo Politi sono scomparsi a breve distanza l’uno dall’altro, lasciando con i loro periodici, «Il Giornale dell’Arte» e «Flash Art», e le loro iniziative un segno indelebile nell’editoria d’arte, in Italia e all’estero. Ne scrivono Gian Enzo Sperone, Arabella Cifani, Anna Maria Farinato, Carlo Olmo, Michele Coppola, Cristiano Seganfreddo, Marco Enrico Giacomelli e Alessandro Martini.
- ARTE SOTTO ATTACCO. Dal Medioriente all’Ucraina, passando per Sudan, Afghanistan e Pakistan. Nelle aree di conflitto e nelle regioni di maggiori crisi del Pianeta, bombe, violenza e saccheggi mettono a repentaglio monumenti e patrimoni culturali, percepiti non come eredità condivisa ma come obiettivi da cancellare. Sotto scacco, la memoria dei singoli popoli e dell’intera umanità. Gli articoli di Francesco Bandarin, Carla Di Rienzo e Micaela Zucconi.
- TUTTI A MILANO. Nuove direzioni (evocate nel titolo di questa edizione 2026) e trenta candeline: quelle su cui soffia la fiera miart, che sotto le stelle del jazz di John Coltrane festeggia il proprio trentennale radunando 160 gallerie in una sede inedita. Nello Speciale pubblicato da «Il Giornale dell’Arte» gli opening, le mostre e gli appuntamenti d’arte da non perdere nel capoluogo lombardo e dintorni.
- 200 DI QUESTI CLIC. «Una musa che è riuscita, nel corso dei secoli, a creare attorno a sé qualcosa di straordinario»: così Rica Cerbarano e Chiara Massimello nell’editoriale del Rapporto annuale dedicato al bicentenario della fotografia. All’interno: le riflessioni sulla natura del medium e sul progresso della tecnica, le sfide poste dall’IA, l’evoluzione del photobook, il caso italiano, le opinioni di dieci curatori internazionali, le analisi di mercato, le fiere e i festival nel mondo.
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a cura di Filippo Maggia e Guido Comis
14 febbraio – 7 giugno 2026
Magazzino delle Idee
Corso Cavour, 2 | Trieste
APERTURA STRAORDINARIA LUNEDÌ DI PASQUA
6 APRILE | 10.00 - 19.00
In mostra oltre 80 opere, tra fotografie e video di 16 artisti giapponesi:
Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko, Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu, Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi,
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