Ogni oggetto nel suo mondo geniale diventa qualcos'altro. I colori diventano un presenza costante per accentuare quella giocosità tipica di chi sogna e vuole vedere un mondo amichevole e amico, nel quale le cose, che siano sedute, bottiglie o poltrone, come la sua amatissima e famosissima Poltrona Proust, sciolgono ogni timore e portano al sorriso.
Dalla direzione di Casabella negli anni 70 alla valigia per l'ultimo viaggio, al mobile infinito che propone una progettazione aperta, alle le sue stanze. La stanza banale, La Stanza filosofica, La Stanza da manuale, La chambre a souvenir, a Le mie prigioni che riporta alla sua poetica sulla memoria. Tante le suggestioni lungo questo affascinante percorso. Da non perdere, portando anche i bambini, si divertiranno con questo artista che ha saputo crescere restando un po' bambino.
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