Durante l'arco della sua vita questo grande maestro ha presenziato ad eventi di massimo prestigio come la Biennale Di Venezia del 1912 e da allora a diverse altre, ed ha insegnato in istituzioni di massimo livello tra Torino Roma, Firenze e Venezia, le città che lo hanno visto protagonista della vita artistica e culturale della sua epoca che gli ha sempre tributato il successo che meritava. Malgrado i riconoscimenti ricevuti in vita, un velo si è depositato sulla sua fame e bene ha fatto Intesa Sanpaolo a ricordarlo con questa mostra che mette in luce le sue straordinarie capacità pittoriche e umane. Il suo sguardo infatti, ci apre spazi dell'anima, e ci mostra una realtà a volte dura e piena di fatica, quella delle sofferenze di chi non ha voce, ma che non gli ha mai fatto perdere il grande amore per la vita, che non manca di comunicare anche nei suoi scritti.
Dai temi sacri alle nature morte, Carena infonde una luce intima e potente nei suoi personaggi e negli oggetti, con una originalità intrisa di religiosità profonda che lo porta, nell'ultima parte della sua visita, a scegliere Venezia come luogo dove chiudere la sua esistenza per arrivare ,forse, più profondamente allo spirito e a una vita di maggior silenzio e contemplazione. Questa probabilmente la ragione che ha ridotto e oscurato la sua fama, un desiderio di distacco dalla folla che mal si conciliava con la notorietà. Una mostra da non perdere.
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