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La curatela davvero raffinata ed esaustiva non ha dimenticato nulla. Dalla fondazione della Fabbrica del Duomo al 900 questa città ha sviluppato un'indole europea, abituata da sempre ad unire e mai a dividere. Vi sono giunti pittori, architetti, scultori esperti nei vari settori dell'arte tra i più importanti al mondo, da Leonardo in poi. Dal nord Europa sono giunti architetti per la costruzione e stabilizzazione del Duomo, per la pittura, portati dal Cardinale mecenate Federico Borromeo,Fiamminghi come Brueghel e suoi allievi. Da Venezia, città con la quale Milano aveva stretti scambi economici e culturali, pittori come Sebastiano Ricci, grande ispiratore di tanti talenti locali, e il grande Gianbattista Tiepolo.


Le migliori menti creative comparse nei vari secoli sono passate per questa città. I quattro curatori hanno suddiviso in vari sezioni storiche opere e autori, creando un emozionante percorso dove si possono ammirare capolavori assoluti, dai disegni di canalizzazione delle acque di Milano realizzati da Leonardo, ai grandi pittori e scultori come Francesco Hayez, Pelagio Pelagi, Angelo Inganni, Pelizza da Volpedo, Massimo D'Azeglio e tantissimi altri che sarebbe troppo lungo citare. Per capire quanto Milano abbia saputo essere luogo di tessitura delle differenze, si può notare che persino il santo protettore della città Ambrogio, era nato a Treviri in Germania. Agostino, chiamato da Ambrogio come insegnante di retorica a Milano era nato a Tagaste in Africa, e questo solo per citare figure dal peso davvero prestigiosissimo che in Milano hanno lasciato il segno.


Una sezione della mostra è dedicata interamente al Cardinale Borromeo, proprio perché ha saputo, come collezionista appassionato della pittura olandese, contagiare i milanesi e farne degli appassionati come lui dei pittori fiamminghi. Senza dimenticare l'importanza dell'architetto Giuseppe Piermarini che rinnovò radicalmente la città traghettandola nella modernità con il Teatro alla Scala, Palazzo Belgiojoso, Villa Reale di Monza e molti palazzi della borghesia milanese tra 700 e inizio 800. Per giungere ad artisti quali Arturo Martini, Francesco Messina, Mario Sironi, Achille Funi. Per finire con Lucio Fontana e Fausto Melotti allievi di  Adolfo Wildt, eccentrico scultore le cui opere sono visibili anche in alcuni palazzi della città. Una mostra che Milano meritava e che Intesa Sanpaolo ha saputo realizzare con un grande risultato, davvero da non perdere.      


CLARA BARTOLINI

Art &Writing

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