Clara Bartolini

Le Gallerie d’Italia di Milano di Intesa Sanpaolo, propongono al pubblico fino al 6 aprile 2026 la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Per riportare in città la memoria della stagione straordinaria della cultura figurativa italiana ed europea, con un confronto tra le due “capitali” artistiche dell’età napoleonica, Roma e Milano, entrambe moderne  protagoniste in  Europa, ma al tempo stesso saldamente legate alla grandezza dell’antico. La mostra è curata da Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca, e racconta i  percorsi creativi di protagonisti come Antonio Canova, Giuseppe Bossi e Andrea Appiani.

L’esposizione è realizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in partnership con la Bibliothèque nationale de France. Tra i capolavori esposti spicca il modello del Cavallo Colossale di Antonio Canova, ritenuto perduto e ora per la prima volta visibile al pubblico dopo un eccezionale restauro che ha ricomposto oltre 200 frammenti. Realizzato in gesso dipinto a finto bronzo dallo stesso scultore. Il Cavallo Colossale progettato per Napoleone e abbandonato per la caduta dell’Imperatore nel 1814, fu riutilizzato per un monumento a Carlo III di Borbone. Una seconda versione, quindi un nuovo modello di cavallo, venne usata per realizzare un altro monumento a Ferdinando I di Borbone. I due modelli in gesso di Cavalli Colossali furono portati, dopo la morte di Canova, a Bassano del Grappa, custoditi nel Museo Civico. Durante la Seconda Guerra Mondiale il modello del cavallo di Carlo III andò distrutto, mentre quello di Ferdinando I rimase intatto, ma venne sezionato agli inizi degli anni Sessanta e dimenticato nei depositi del museo. Il recente restauro,  promosso dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa, con la Soprintendenza, Intesa Sanpaolo (main partner, progetto “Restituzioni”) e Venice in Peril Fund – ha richiesto un lavoro complesso di catalogazione, rimozione di pesanti aggiunte ottocentesche, nuova struttura interna antisismica e integrazione estetica. Dopo oltre mezzo secolo l’opera è finalmente visibile nella sua interezza e per la prima volta esposta al pubblico dopo la sua eccezionale ricomposizione.

Oltre 100 opere compongono questa esaustiva ed imponente esposizione tra dipinti, sculture, marmi, disegni, incisioni e straordinari esempi d’arte decorativa  provenienti da importanti musei italiani e internazionali – tra cui Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Accademia di Belle Arti di Carrara, Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Palazzo Reale di Milano, Castello Sforzesco, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, oltre a numerose raccolte private e alla collezione Intesa Sanpaolo – la mostra ricostruisce il periodo compreso tra il 1796, anno della discesa di Napoleone in Italia, e il 1814, che segna la caduta dell’Impero. In questa fase, Roma e Milano emergono come i centri  più propositivi dell’arte e della cultura. Roma, per la ricchezza del suo patrimonio antico e rinascimentale, che attrae artisti da tutta Europa, Milano, divenuta capitale prima della Repubblica Italiana e poi del Regno d’Italia, ormai laboratorio della modernità e crocevia del Neoclassicismo europeo. Magnifici disegni mostrano progetti urbanistici proposti per il rinnovamento della città di Milano compreso Foro Bonaparte, sospingendo la città verso la nuova era alle porte. Gli artisti al tempo riuniti attorno all’Accademia di Brera,  e il vivace mondo editoriale fanno della città lombarda un modello di innovazione e di dialogo con l’antico. La mostra mette in relazione le due capitali attraverso dieci sezioni tematiche, protagonisti Antonio Canova, Giuseppe Bossi e Andrea Appiani. Un’ampia sezione è dedicata a Giuseppe Bossi, teorico, pittore, collezionista e fondatore della Pinacoteca di Brera, e al suo sodalizio con Antonio Canova: insieme contribuirono alla costruzione dell’immagine ideale dell’Italia moderna, erede dell’antico e protagonista dell’Europa delle arti. Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi.

 

 

CLARA BARTOLINI

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