Clara Bartolini


Il grande maestro Felice Casorati   torna a Milano dopo 35 anni dall'ultima retrospettiva presentata a Palazzo Reale. Questa sede gli dedica nuovamente una mostra antologica davvero imperdibile visibile fino al 29 giugno, felice di annoverarlo tra gli artisti che hanno fatto grande Milano, prima città italiana del dopoguerra a dotarsi di un vero mercato dell'Arte nel quale Casorati è stato sempre presente. Cento capolavori tra dipinti, sculture, disegni, bozzetti teatrali provenienti dalla maggiore collezione di opere di questo artista, detenuta da  Galleria Civica d'Arte Modena e Contemporanea di Torino, dall'  'Archivio Felice Casorati che ha concesso alcune delle più  significative opere dell'artista, e da altre istituzioni e privati.


Un percorso ben realizzato, che conduce in maniera efficace attraverso i vari momenti che hanno costruito questo grande artista del 900  che ci ha lasciati alcuni capolavori assoluti. La mostra è voluta da Palazzo Reale, Comune Di Milano-Cultura e Marsilio Arte, curata sapientemente da Giorgina Bertolino, Fernando Mazzocca e Francesco Poli. 



Ripercorrendo la biografia di questo artista, è bene ricordare che fu un esaurimento nervoso giovanile curato nei Colli Euganei a portarlo a sperimentare la pittura. I genitori, probabilmente verificandone gli esiti, lo hanno saggiamente spinto a proseguire questo percorso e se, per seguire la famiglia in varie città d'Italia ha potuto visitare collezioni e musei da Firenze a Roma a Venezia e molto ancora, questo  gli ha reso possibile vedere con i suoi occhi i capolavori di artisti passati che hanno scritto la storia dell'arte italiana e lo hanno fin da subito ispirato. Casorati ha fatto buon uso delle sue esperienze e delle sue peregrinazioni in Italia e, pur laureandosi in giurisprudenza all'università di Padova,  essendo uomo eclettico per antonomasia, non si è lasciato scappare il percorso che la pittura gli prospettava, tentando anche sperimentazioni felicissime in scultura e disegno, scenografia teatrale e costumi, eccellendo sempre e collaborando anche  con i massimi teatri italiani.


Ma è stata  proprio la pittura quella che gli ha permesso gli esiti più significativi. la sua sensibilità quasi spirituale, unita ad uno sguardo volto a cogliere le cose sottili, quasi banali, per giungere al nucleo profondo dell'essere al mondo, sia che si tratti di uova messe su un cassettone che una fanciulla malinconia seduta semplicemente, o una figura ieratica come certe immagini duecentesche, tutto nel suo mondo coinvolge e porta all'emozione, alla commozione, quasi che da lui si venisse scoperti attraverso le immagini davanti alle quali ci troviamo.


Come in una terapia collettiva Casorati  mostra ad ognuno ciò che prova, ciò che è, che lo si voglia ammettere o no. Con una semplicità e una partecipazione capace di non giudicare. La sua prima opera esposta alla Biennale di Venezia dedicata alla sorella Elvira, è già una dichiarazione di assoluta originalità e forza nella sua intima delicatezza, davvero ipnotizzante.


Come le giovani e vecchie figure femminili, come le nudità platoniche, le malinconie, le maschere tra le quali fanno capolino anche tragiche armature,  e tanto altro ancora, come l'enigmatica figura maschile, in penombra  tra le botti. Felice Casorati è un  uomo che ha trasformato la visione del colore facendone emozione, la sua tavolozza lo identifica pur modificandosi nel trascorrere del tempo diventando sempre più interiore.  I suoi corpi, i suoi volti, i suoi oggetti, vivono una vita densa, intensa e commossa. Ci propone nelle sue toccanti opere, non la tragedia ma, una esaltazione della vita nella sua autentica e a volte malinconica fragilità. Grande Casorati. Una mostra da non perdere.     


CLARA BARTOLINI

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