Intervista all’Assessore alla Cultura Filippo del Corno
Clara Bartolini
Cos’era per lei l’arte prima di ricoprire questo incarico ?
“ Era il mio mestiere, quello con cui mi guadagnavo da vivere: io sono musicista, compositore e operatore culturale. Dall’altra parte del tavolo però, le prospettive cambiano con la responsabilità politica.
Cosa si aspettava di poter fare nel suo nuovo ruolo? “ Mi aspettavo di poter mettere a disposizione della città le mie competenze, la mia energia e l’ entusiasmo per far si che l’offerta culturale complessiva della città tornasse a livelli europei, sia per la quantità che la qualità delle proposte. Volevo riuscire a sviluppare reti e alleanze, tessendo relazioni tra istituzioni pubbliche e private, dando impulso a tutte le performing arts: dal teatro, alla danza, dalla musica alle grandi mostre. Sono abbastanza soddisfatto di quello che sono riuscito a realizzare”.
Come può Milano riprendere la sua leadership in Europa?
“Già ora Milano ha un’offerta culturale maggiore di tutte le altre città italiane e questo le viene riconosciuto in Europa e non solo. I dati dicono che tre delle quattro mostre più visitate in Italia in questo momento, sono a Milano a Palazzo Reale. Un mio vero sogno per il quale stiamo lavorando, è quello di far riconoscere Milano come la città con la maggiore offerta di spettacoli dal vivo. Berlino è leader nell’offerta musicale, Londra lo è nel teatro commerciale. Noi possiamo vantare il Teatro alla Scala, il più importante teatro lirico del mondo, il Piccolo Teatro d’Europa, anch’esso uno dei più importanti al mondo per gli spettacoli di prosa, durante Expo con quattro palcoscenici sempre aperti, unitamente a una fittissima rete ricca e variegata di produzioni minori realizzate da associazioni pubbliche e private. Un’articolazione straordinaria, per questo ritengo che Milano possa ottenere lo status di capitale dello spettacolo dal vivo, poiché in Europa non ha pari”.
Come pensa di ottenere questo risultato ?
“Considero fondamentale la strategia del palinsesto che abbiamo attivato, si è dimostrato molto efficace mettere in rete realtà culturali diverse, grandi teatri e piccole realtà con i differenti linguaggi che le rappresentano, le abbiamo comunicate prima con i palinsesti “ Autunno americano”, poi con “Primavera di Milano” e ora con “Milano cuore d’Europa”. Questo progetto ha liberato enormi energie culturali e creative. Prove generali per l’Esposizione Universale che, con la piattaforma expoincittà.com, permette al pubblico di tutto il mondo di conoscere tutti gli eventi proposti in città. E’ la prima volta che viene usato un palinsesto di questo genere per la comunicazione di un’Esposizione Universale. Abbiamo realizzato una conferenza stampa internazionale di presentazione, alla presenza del sindaco Pisapia e del presidente San Galli, invitando la stampa estera. Ogni volta che presentiamo l’Expo in Italia o all’estero comunichiamo anche la piattaforma che divulga dettagliatamente l’evento, il sito è ora in costruzione e sarà presto consultabile. A questo si aggiunge il vastissimo materiale cartaceo.
Pensate di aver fatto un buon lavoro per divulgare expoincittà.com?
“ Non ci nascondiamo di essere in ritardo nel marketing culturale rispetto agli altri paesi europei, è giusto dirselo ma, con questa piattaforma, abbiamo recuperato molto tempo perduto. L’Italia ha una capacità creativa ma anche produttiva enorme che va fatta conoscere, si pensi all’artigianato. Non è mai stato fatto un vero marketing culturale prima d’ora. Milano potrebbe essere trainante per tutta l’Italia e il ministro Franceschini si sta prodigando per questo. Durante l’Expo i programmi di ogni mese saranno rappresentati ciascuno da un’opera d’arte presente in città, sei grandi opere icone di comunicazione per il nostro patrimonio artistico tra cui: “L’ultima cena” di Leonardo, “ La pietà Rondanini” di Michelangelo, “Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo ecc. Prima ci si dedicava alla conservazione ora, si vuole far convergere valorizzazione e comunicazione. Il ritorno economico verrà da se mentre raccontiamo l’identità del nostro paese.
Quali sinergie tra Expo e il Teatro alla Scala?
“ La Scala è uno dei maggiori partner. Per l’occasione resterà aperta 140 giorni su 180, significativa “l’apertura della stagione con Fidelio, opera che propone il ruolo di protagonista della donna nella società, tema cui l’Europa da molta importanza per i cambiamenti sociali e politici che può portare. Nuova proposta fortemente legata ai temi di Expo, l’opera “CO2” di Giorgio Batti sul tema dell’acqua, centrale nel pianeta data la sua scarsità. Inoltre, il progetto voluto dal sovrintendente Pereira e da me subito sostenuto: aprire sempre di più il teatro ai bambini e ai loro genitori, con opere leggermente ridotte, senza snaturarle. Quest’anno è in scena Cenerentola. Il successo è stato enorme. Penso si debba coinvolgere i bambini per cambiare i cittadini di domani e risvegliare l’interesse per la cultura.
Come sarà, secondo lei, Milano dopo Expo? “
Saranno trascorsi sei mesi straordinari, un laboratorio d’idee che avrà cambiato la percezione di Milano agli occhi del mondo intero, la città avrà sperimentato la sua vivacità culturale e questo svilupperà nuove energie e nuovi progetti. Quando la città si apre, con generosità, come durante la Settimana della Moda o il Salone del Mobile, o come per la “Prima diffusa 2014”, che cambia la fruizione della Prima della Scala resa disponibile a un vasto pubblico fuori dal teatro, le ricadute sono sicuramente importanti per tutta l’Italia. Tutto ciò sarà determinante nel cambiamento delle nostre relazioni con il pianeta intero.