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MARIO RACITI anniduemila

MARIO RACITI anniduemila 
PALAZZO SARCINELLI CONEGLIANO
 A cura di  Oltrearte Associazione Culturale (tel.338.2705193)
Catalogo con testo di Alberto Barranco di Valdivieso
 
Dal 3 Settembre al 2 Ottobre 2022
 
Inaugurazione Sabato 3 Settembre ore 16.30
Alla presenza dell’artista.
Presentazione di Alberto Barranco di Valdivieso.
 
Orari  
Giovedì-Venerdì – Sabato – Domenica
10.00-12.30  15.30-19.30

         

 

Oltrearte Associazione Culturale è lieta di invitarvi alla mostra dedicata all’artista Mario Raciti (Milano, 1934).

 

La mostra a Palazzo Sarcinelli intende dare un contributo al lavoro veramente straordinario a questo grande e singolare artista astratto e visionario che ha attraversato la storia dell’arte contemporanea dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni.

 Dopo le esposizioni alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, dopo le innumerevoli mostre personali e collettive che lo hanno visto presente in molti spazi e in molte importanti collezioni pubbliche e private, già protagonista di una mostra a Palazzo Sarcinelli nel 1997, la mostra “anniduemila” in corso dal 3 settembre al 2 ottobre 2022, propone una lettura approfondita degli ultimi venti anni di attività di questo grande artista astratto.

 

In mostra sono presenti oltre quaranta lavori che ripercorrono gli ultimi cicli dell’artista, partendo dai “Mistero” (1993-2006), passando per il ciclo “Why?” (2007-2009) e quindi “I fiori del profondo” (2009-2012) fino a “Uno o due Figure” (2012-2019), per concludersi con il ciclo delle “Fonti” (2019-2022).

 

Una mostra che ci accompagna in un tragitto difficile ed emozionante, una strada senza esito certo, un percorso densa di interrogativi esistenziali, senza mai risposte definitive, ma nella certezza che l’arte può aiutarci nella comprensione del nostro tempo e “trovare finalmente la strada per un nuovo rinascimento”.[1]

 

 

Mario Raciti è uno degli artisti più importanti dell’astrazione italiana.

E’ nato a Milano nel 1934; le sue prime esposizioni risalgono agli inizi degli anni ’50. Dai primi anni ’60, dopo una laurea in giurisprudenza e l’inizio dell’attività legale, si è dedicato professionalmente alla pittura.

Da allora, le sue opere hanno superato il mezzo secolo “nella continuità di un’ossessione, propria dell’artista di ogni tempo, che lo porta, attraverso vari giochi della fantasia e dei momenti, a percorrere un mondo sempre aperto all’altrove, all’”oltre”.

Espone dagli anni ’60 in moltissime gallerie private in Italia e all’Estero.

Dalle figurazioni emblematiche degli anni ’60, alle “Presenze-assenze degli anni ’70, alle “Mitologie” degli anni ’80, ai “Mistero” degli anni ’90, esponendo in questi periodi in Istituzioni quali le Quadriennali di Roma, con le personali alla Biennale di Venezia, al P.A.C. di Milano, a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, al Museo Diocesano di Milano, al MART di Rovereto, nonché sempre in personali, alla Casa del Mantegna di Mantova, a “Dècouvertes 92” a Parigi, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano, al Chiostro si S. Domenico di Imola, alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, al Morat Institut di Freiburg im B., al MAG di Riva del Garda, alla Permanente di Milano (con R. Casiraghi), al Palazzo del Broletto di Pavia (con M. De Maria).

Raciti approda dagli anni 2000 ad una pittura, che ponendo il problema di soluzioni controverse, ne forza le contraddizioni portando l’immagine a una forza drammatica quanto trasognata. Sono recenti le indagini sulle crocefissioni: “Why”, dei “Fiori del Profondo” (Proserpina dall’Ade fa nascere i fiori sulla terra per comunicare colla madre Demetra) e ultimamente: “Una o due figure”, con i fiori divenuti dardi e la “non” descrizione di irraggiungibili amplessi.

Nell’ultimo ciclo delle “Fonti”, il colore si risveglia. In questi dipinti Raciti sembra volersi liberare di alcune zavorre esistenziali. Queste ultime grandi opere, dal respiro palpitante e dal segno ancora più “fragrante”, fresco e vibratile, sono la testimonianza di un afflato creativo che sa mettersi in gioco ancora oggi.

 

[1] Alberto Barranco di Valdivieso “Raciti, questi ultimi venti anni” testo del catalogo mostra “anniduemila”, Palazzo Sarcinelli, Conegliano.

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