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Big Bang, la mostra di Gabriele Maquignaz inaugurata nel cuore di Milano

Inaugurata il 1° dicembre alla Lattuada Gallery, situata nel cuore di Milano, la mostra “Big Bang” di Gabriele Maquignaz, artista molto vicino al grande critico Philippe Daverio ed amato da Vittorio Sgarbi per il suo fare arte con passione e follia. La mostra, curata da Guido Folco, presidente del Museo MIIT di Torino, vede come evento nodale la performance dell’artista, che si è svolta durante la serata inaugurale alle ore 18.30.

 Il progetto espositivo in mostra è volto a sviluppare una visione di insi­­eme del lavoro di Gabriele Maquignaz attraverso il corpus di opere più recente, le Porte dell’Aldilà e i Big Bang, cicli caratterizzati da due linguaggi espressivi differenti ma che si richiamano a vicenda. Partendo da una forte ispirazione, in cui si avverte l’influenza di Fontana, Burri e Richter, l’artista valdostano concepisce l’atto creativo come un gesto di apertura di una porta verso il mondo “al di là”. 

Questa necessità espressiva, tanto fisica quanto spirituale, si manifesta nella straordinaria manualità creativa di Gabriele Maquignaz che, giunta a maturità, trova voce attraverso pittura e scultura. Vita e morte divengono i punti cardinali entro cui orientare la sua ricerca artistica e spirituale per ritrovare la propria essenza. Questi elementi concorrono nella definizione del manifesto Codice Aldilà, creato e presentato al pubblico dallo stesso Maquignaz nel 2018. Con esso, per la prima volta nella storia artistica, il Maestro ha aperto la Porta per l’Aldilà, unendo spazio e tempo nell’arte e superando i concetti di Spazialismo e di Fontana, mettendo in comunicazione la dimensione terrena e quella ultraterrena attraverso un’azione, quella del taglio, consapevole e codificata.

Il capitolo successivo alla Porta dell’Aldilà risale fino alla più assoluta profondità del cosmo, all’origine di tutte le cose, il Big Bang. E lo fa grazie ad uno strumento tanto originale quanto contradditorio sul piano artistico perché associato alla morte: il fucile. Tramite un’arma, infatti, Maquignaz ricrea la vita e la bellezza trasponendo la sua potenza sulla tela, in un’oggetto eternato in un’opera d’arte. Lo sparo, da atto violento, nocivo e letale, diviene in Maquignaz il gesto creativo per eccellenza e la tela – perforata, ferita, satura di colore – si trasforma in un passaggio per raggiungere l’eternità dell’universo.

Durante l’inaugurazione, oltre alla performance dell’artista, è stato presentato “Big Bang”, il catalogo di opere inedite dell’artista che rappresenta il naturale sviluppo editoriale de “La Porta dell’Aldilà” edito da Skira nel 2018.

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